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domenica 21 agosto 2016

VIA L'OSSERVATORIO TAV: OCCORRONO LOCALI

La città Metropolitana ha bisogno dei locali e l’Osservatorio Tav deve traslocare – La Stampa

alessandro mondo
TORINO
Una lettera di poche righe per dare il benservito all’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione: che da gennaio dovrò trovarsi un’altra sede. Addio ai locali, quattro stanze, finora occupati in corso Inghilterra, sede della Città Metropolitana.

L’autore è Dimitri De Vita, esponente dei Cinquestelle nel Consiglio Metropolitano. Il destinatario è Paolo Foietta, presidente dell’osservatorio Tav e commissario straordinario del governo. In estrema sintesi nella lettera, arrivata sotto Ferragosto e che Foietta giudica «irrituale», si comunica la disdetta del contratto di comodato d’uso sottoscritto tra Presidenza del consiglio e Città Metropolitana di Torino per l’uso dei locali messi a disposizione dall’allora sindaco Fassino il 30 marzo 2016: un contratto che scade a fine anno e che, in teoria, avrebbe dovuto essere tacitamente rinnovato. Nella pratica non è così: quei locali servono; sulla base di questa motivazione, contenuta nella lettera, il contratto viene disdettato. E questo, nonostante i 15 mila euro l’anno pagati per l’utilizzo dei locali dalla Presidenza del Consiglio.

Sconcerto da parte di Paolo di Foietta, che ha provveduto a girare immediatamente la lettera al ministro dei Trasporti Graziano Delrio e al presidente della Regione Sergio Chiamparino: per la motivazione – la Città Metropolitana, avendo perso 400 dipendenti, non dovrebbe avere problemi di spazio – e per il fatto che la comunicazione non arrivi dalla sindaca di Torino e della Città Metropolitana ma dal consigliere in questione. A maggior ragione, considerato che da Chiara Appendino non è ancora arrivata risposta alla lettera con richiesta di incontro che lo stesso Foietta le aveva inviato lo scorso 7 luglio.

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