IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

venerdì 19 agosto 2016

UNA LEGGENDA DI NOME USAIN BOLT

Bolt all’ottavo oro: “Mi sento vecchio”

Trionfo sui 200 metri in 19”78, la finale più lenta ma Usain fa già i bilanci: “Ho cambiato questo sport, l’ho reso più divertente”. Bronzo per Lemaitre, bianco sul podio dello sprint
LAPRESSE


INVIATA A RIO DE JANEIRO
L’uscita dalla curva sembra un numero di altri tempi: Usain Bolt viaggia molto veloce, in solitaria verso la gloria, ma il rettilineo che spesso lo ha consacrato diventa più che altro una passerella: «Sono vecchio, sì posso dire che questa è la mia ultima Olimpiade». 


Il lampo Bolt non ha rivali nei 200: l’oro è suo, ma è la finale più lenta


AP

Bolt vince, stravince, non c’è avversario che gli crei problemi. Il canadese De Grasse deve faticare molto per arrancargli dietro in 20”02 e Lemaitre è giustamente strafelice di un bronzo inseguito a lungo. Dal primo bianco a scendere sotto i 10 secondi nei 100 a bianco sul podio dello sprint, il francese è semplicemente in estasi.  

AP

Usain resta su un altro pianeta e non avrebbe confronti se non fosse per i suoi stessi risultati, la prova inconfutabile che lo spettacolo è rimasto ma ha cambiato ritmo. Bolt stavolta balla prima. Musica rock, niente ritmi locali o omaggi reggae. Quando esce lanciato da quella curva si sente capace di tutto, «poi ho smesso di controllare il corpo, pensava a tutt’altro cronometro ma conta cambiare dimensione. Ho cambiato questo sport, l’ho reso più divertente adesso posso dire davvero che questa è l’ultima Olimpiade». È il discorso per l’ottavo oro, uno sproposito di carriera celebrato per la prima volta con un tocco di malinconia. 

Nessun commento:

Posta un commento