IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

lunedì 22 agosto 2016

TAXI E CIBO A DOMICILIO

Taxi e cibo a domicilio: Uber Eats arriva anche in Europa

Dopo due mesi “di prova” nel Regno Unito, la società statunitense vuole testare il modello anche in altri dieci Paesi dell’Unione, Italia compresa

LA STAMPA 22/08/2016
BRUXELLES
Dopo i taxi, arrivano i pony express. Ecco che Uber torna all’attacco del mercato unico, attraverso un nuovo prodotto che intende conquistare i consumatori – per ora – di dieci stati europei. Si tratta di Uber Eats, il servizio di consegna a domicilio di pasti direttamente dai ristoranti sempre attraverso il sistema delle applicazioni digitali per smartphone. Dopo due mesi “di prova” nel Regno Unito, la società statunitense ha deciso che è giunto il momento di testare il modello anche in Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Svizzera. 

La questione Uber  
Ce la farà la casa statunitense a vincere la scommessa? Il servizio di trasporto passeggeri offerto dalla multinazionale d’oltre oceano ha incontrato resistenze in alcuni Paesi membri dell’Ue. Incriminato è in particolare il servizio UberPop, in cui comuni cittadini offrono le stesse corse dei taxi tradizionali, ma a prezzi più bassi e con modalità più semplici grazie a un’app per smartphone. Concorrenza sleale, secondo Spagna, Germania, Francia, Belgio, dove UberPop è stato bloccato. E pure in Italia il servizio è stato limitato a Uber Black, il servizio di berline con conducente professionista. 

Spiragli comunitari  
Il 2 giugno scorso la Commissione europea ha cercato di risolvere il problema attraverso la comunicazione sull’economia collaborativa al fine di regolamentare l’insieme delle nuove attività fiorite negli ultimi anni, e che hanno già generato un mercato da un reddito lordo complessivo di 28 miliardi solo nel 2015. Uber è una di queste realtà, ma ancora non inquadrata in norme Ue e fuori legge in alcuni Stati membri. Bruxelles offre quindi solo qualche appiglio, mentre negli Stati Uniti si va avanti col vento in poppa. 

Buon appetito  
In attesa di soluzioni giuridiche e politiche sul servizi taxi, ecco allora Uber Eats. Non più un servizio passeggeri ma merci, poiché pensato per la consegna a domicilio di cibi (eat, in inglese, vuol dire mangiare). Nel Regno Unito ha spopolato: lanciato sul mercato britannico a giugno, a oggi oltre 100mila persona hanno scaricato la applicazione per telefono portatile nella sola Londra. Un successo di mercato che ha indotto la società a prevedere lo sbarco anche a Vienna (Austria), Bruxelles (Belgio), Copenhagen (Danimarca), Berlino e Monaco di Baviera (Germania), Roma e Milano (Italia), Amsterdam (Paesi Bassi), Madrid e Barcellona (Spagna), Stoccolma (Svizzera), e Zurigo (Svizzera). 
Le possibili reazioni  
Uber piace. Il servizio taxi ha mostrato come ai consumatori l’alternativa al cab tradizionale, o più semplicemente la novità, la società statunitense abbia appeal. C’è da scommettere che qualcuno è già pronto, telefonino in mano, a scaricare le app che verranno. Mentre altri, probabilmente, si preparano a ridare battaglia. Dimitri Gore-Coty, responsabile per le operazioni Europa di Uber Eats, non si scompone. «Siamo incoraggiati dalla crescita che abbiamo visto a Londra, e stiamo investendo per portarlo in nuove città». 

Nessun commento:

Posta un commento