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mercoledì 24 agosto 2016

SULLA POLITICA UNGHERESE

Il “terrorismo ibrido” e il suicidio politico dell’Ucraina

Battaglione 
Donbass Open
di  Yan Matuševskij
Le relazioni tra Russia e Ucraina sono diventate tese ancora una volta, dopo che un gruppo terrorista di sabotatori ucraini ha tentato di penetrare nel territorio della Crimea all’inizio di questa settimana. Il Presidente russo Vladimir Putin ha definito le azioni dei militari ucraini “un attacco terroristico per destabilizzare la situazione”. Il presidente ucraino Petro Porošenko, a sua volta, ha messo in massima allerta le unità dell’esercito ucraino schierate lungo il confine di Stato con la Russia nei pressi della Crimea.
Analizzando gli eventi di cui sopra, si possono vedere elementi nuovi nella politica di Kiev, che cerca di far deragliare gli Accordi di Minsk e far colare a picco i colloqui del Quartetto Normandia. Gli analisti dicono che le autorità ucraine hanno fatto ricorso alle cosiddette tecniche del “terrorismo ibrido”, che tra l’altro implica il supporto dell’informazione di massa agli attacchi terroristici. Per essere sostanziali, seguiamo la dinamica delle tensioni dell’ultima settimana.
I Servizi Federali per la Sicurezza della Federazione Russa (FSB) hanno annunciato di aver reso inoffensivo un gruppo eversivo ucraino che è penetrato nel territorio della Crimea per commettere attacchi terroristici contro strutture militari e civili. I membri del gruppo sono stati arrestati nel corso di un’operazione speciale che è costata la vita a degli ufficiali dei servizi di sicurezza russi. Al gruppo eversivo sono stati sequestrati armi, esplosivi e mezzi speciali.
L’Ucraina ha immediatamente smentito i rapporti che parlavano di tentato terrorismo definendoli “una provocazione”. Uno studio approfondito della situazione ha dimostrato che l’Ucraina si era preparata per un tale corso degli eventi. Per una strana coincidenza, la penetrazione degli assaltatori ucraini ha avuto luogo in contemporanea col deciso aggravamento della situazione nella parte orientale dell’Ucraina. Ibombardamenti sulle infrastrutture civili a Donetsk e Lugansk si sono intensificati la notte del 6-7 agosto, esattamente la notte della penetrazione in Crimea.
I residenti della regione di Cherson in Ucraina dicono che un giorno prima dei rapporti sulla penetrazione di un gruppo terroristico-eversivo ucraino in Crimea, le unità paramilitari dei Tartari di Crimea furono frettolosamente inviate nella zona di Chonhar, al confine con la Crimea. Contemporaneamente, truppe e veicoli blindati delle Forze Armate dell’Ucraina vennero dispiegate al confine tra la regione di Cherson e la Crimea. Secondo i dati dei media ucraini e russi, le truppe ucraine e gli armamentari nella zona triplicarono in 24 ore.
Dopo il tentativo di penetrazione, la stampa e i social media ucraini hanno sollevato un’ondata di accuse contro la Russia riguardo l’incidente. È interessante notare che le informazioni hanno iniziato a circolare pochi minuti dopo i primi colpi in Crimea. In realtà, suscitare l’isteria informativa è una condizione obbligatoria per scatenare il “terrore ibrido”.
Non è un segreto che le cosiddette “truppe informative” dei servizi di sicurezza degli Stati Uniti stiano già operando in Ucraina da due anni. La creazione dell’ambiente informativo per giustificare le azioni delle autorità ucraine e un preciso stato d’animo per la popolazione, è solo una parte delle loro funzioni.
Fin dall’inizio delle ultime tensioni, i mass media ucraini sono stati inondati da informazioni false sul dispiegamento di truppe russe lungo il confine Russo-Ucraino. Gli aggregatori di notizie erano pieni di segnalazioni su presunte “vittime” ucraine, che secondo le testimonianze sarebbero state causate dal bombardamento delle milizie e delle forze armate delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Facebook ucraino, come all’attivazione di un comando, ha iniziato la diffusione di informazioni riguardo alle truppe russe che si stavano preparando ad invadere la regione di Cherson in Ucraina. Tutto questo è stato alimentato dalle dichiarazioni di politici ucraini, anche se molte di esse erano sull’orlo dell’assurdo.
Il rappresentante del Dipartimento Principale di Intelligence del Ministero della Difesa ucraino Vadim Skibickij ha detto che la Russia è pronta ad usare le armi nucleari (!) se la situazione diventa tesa. Parlando ad una trasmissione di Radio Liberty, Skibickij ha detto: “Mezzi per il lancio di armi nucleari sono ora situati nel territorio della Crimea – sui campi di aviazione e nella base navale di Sebastopoli. Si tratta di navi da guerra e sottomarini. In qualsiasi momento possono essere consegnate testate nucleari nel territorio della Crimea per equipaggiare i veicoli per il lancio, oppure queste armi nucleari possono essere installate sugli aerei che vengono spostati nelle basi del Distretto Militare Meridionale. Dopo di che, l’arma è pronta all’uso in combattimento”.
L’esperto militare ucraino Michail Samus, a sua volta, ha detto: “Formalmente, questi segnali sembravano essere i preparativi per le esercitazioni chiamate “Caucaso 2016”, che si svolgeranno nel Distretto Federale Meridionale nel mese di settembre. Tutti i tipi di truppe saranno coinvolti nelle esercitazioni per testare l’efficacia in combattimento dell’esercito russo in direzione sud-ovest”. Secondo lui, saranno testate operazioni offensive. “Sappiamo che oggi i Russi stanno aumentando i gruppi militari attorno al nostro paese, così da poter attaccare in qualsiasi momento. Questa minaccia non deve essere trascurata in ogni caso”, ha detto Samus.
Considerando l’attività di informazione senza precedenti dell’Ucraina, si può affermare con certezza che sta utilizzando tecnologie informative per aggravare la situazione e creare una base psicologica per giustificare i suoi ulteriori passi verso la destabilizzazione della situazione. Questo è un metodo universale, popolare nei paesi post-sovietici. Uno degli ultimi esempi di pressione informativa c’è stato in Armenia, dove un gruppo di ex volontari della guerra del Nagorno-Karabakh ha preso possesso di una centrale di polizia nella capitale. Poi, il campo informativo è stato costantemente riempito di rapporti su presunti preparativi per prendere d’assalto i rivoltosi da parte di unità Alpha della Russia o delle forze cecene di Ramzan Kadyrov. Anche se le informazioni diffuse erano evidenti sciocchezze e provocazioni, hanno catturato l’attenzione di ampi strati della popolazione.
Ma torniamo agli eventi in Crimea. Non è un segreto che l’Ucraina abbia formato un gruppo paramilitare di radicali Islamici e membri delle organizzazioni terroristiche arabe e turche nel territorio della regione di Cherson, già da due anni. Questi radicali sono stati gradualmente inviati in territorio ucraino e naturalizzati, con l’aiuto della cosiddetta “Assemblea del Popolo dei Tartari di Crimea”. Va ricordato che con il sostegno delle autorità ucraine, estremisti tartari hanno formato due battaglioni di estremisti e di summenzionati radicali islamici (Battaglione Crimea e Battaglione Noman Çelebicihan). Nel frattempo, i leader nazionalisti tartari Lenur Isliamov e Mustafa Cemilev non hanno mai nascosto che il compito principale dei loro battaglioni in futuro saranno le operazioni militari nel territorio della Crimea.
Finora, questi battaglioni non sono stati inseriti ufficialmente nel Ministero della Difesa dell’Ucraina o nella Guardia Nazionale sotto l’egida del Ministero degli Interni. Ecco ciò che pensa a riguardo una fonte anonima presso il Ministero della Difesa dell’Ucraina: “Sai, questi battaglioni sono stati intrinsecamente programmati come forze di sabotatori che penetreranno nel territorio della Crimea. Se i combattenti di queste unità cadono in ostaggio in Russia, i Russi non saranno in grado di fare accuse ufficiali contro l’Ucraina di scatenare una guerra partigiana, dal momento che i membri dei battaglioni tartari non sono registrati in nessuna agenzia militare dell’Ucraina come combattenti, e operano come “partigiani” a proprio rischio”.
Tenendo conto di quanto detto sopra, si scopre che le autorità ucraine hanno aggravato la situazione della loro politica. Questa volta hanno ampiamente usato il “terrore ibrido” senza tener conto del fatto che tali metodi terroristici lasciano l’Ucraina senza alcuna possibilità di avere rapporti più o meno adeguati con la Russia. In realtà, Kiev sta destabilizzando la situazione all’interno dell’Ucraina, non della Russia, e “prove” del genere potrebbero portare al collasso definitivo la sua sconvolta sovranità interna.
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Articolo di Yan Matuševskij pubblicato su Eurasia Daily il 12 agosto 2016.
Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

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