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lunedì 22 agosto 2016

SCENE DI RAZZISMO MINORENNE A CATANIA

Catania, ecco il video della spedizione punitiva che ha ridotto in fin di vita un 16enne egiziano

Agguato contro tre minori del centro migranti di San Michele di Ganzaria: «Pezzi di m..., non dovete più venirci al paese». Inquirenti cauti sulla pista razziale
Un fermo immagine del video dell’aggressione

LA STAMPA 22/08/2016
CATANIA 
L’atto d’accusa più pesante per i tre aggressori che sabato pomeriggio hanno ridotto in fin di vita un ragazzo egiziano di 16 anni, ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale «Garibaldi Nesima» di Catania, e ferito altri tre suoi connazionali tutti minorenni, è in due minuti di filmato girato con un telefonino da una delle vittime.  

«Pezzi di merda non dovete più venirci al paese», urla uno degli aggressori ai ragazzi egiziani, ospiti assieme ad un’altra ventina di minorenni del Centro di prima accoglienza per minori non accompagnati della cooperativa “San Francesco” a San Michele di Ganzaria, a poche ceninaia di metri dal luogo di quello che è stato un vero e proprio agguato. I tre aggressori sono stati individuati e arrestati dai carabinieri proprio grazie al filmato, oggi diffuso ai media. Sono due fratelli, Davide e Giacomo Severo, 32 e 23 anni, e Antonio Spitale di 18. Si cercano altri due uomini ch erano alla guida delle auto usate per la spedizione puntiva.  

Così in Sicilia vengono picchiati tre migranti egiziani minorenni

Alla base dell’aggressione con spranghe e pure con una pistola, risultata poi giocattolo, ci sarebbe una lite avvenuta alcuni giorni prima a San Cono, paese vicino a San Michele di Ganzaria, entrambi nella parte più a sud della provincia di Catania, per un apprezzamento di troppo a una ragazza del luogo. Per la procura di Caltagirone, che indaga, non c’è un vero movente razziale ma l’episodio denuncia un clima di convivenza ormai difficile tra le popolazioni locali e gli ospiti del centro di prima accoglienza, sottolineato proprio da quell’inequivocabile «Ve ne dovete andare da qui», urlato da uno degli aggressori ai quattro ragazzi egiziani.  

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