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domenica 21 agosto 2016

MASSACRO A MATRIMONIO IN TURCHIA: 50 MORTI

Turchia, bomba a un ricevimento di matrimonio. Almeno 50 vittime e 90 feriti

Potente esplosione nella città turca di Gaziantep, non lontano dal confine con la Siria

LA STAMPA 20/08/2016
L’orrore in quello che dovrebbe essere il giorno più bello nella vita. È questo il destino toccato a una coppia di sposi a Gaziantep, località nel sud-est dell’Anatolia, non lontano dal confine con la Siria. Ieri sera i coniugi stavano festeggiando quando un’esplosione violenta ha travolto i loro invitati. Non ci è voluto molto per capire che la Turchia era vittima dell’ennesimo attacco terroristico. Il bilancio provvisorio è di almeno 50 morti. I feriti sono oltre 90, una decina di questi sarebbero in condizioni gravi. Il centro di Gaziantep si è subito riempito di ambulanze e la situazione appare particolarmente critica per quanto concerne i soccorsi. Foto e video diffusi sui social mostrano una scena impressionante. A questo va aggiunto l’appello della Kizilay, la Mezzaluna Rossa, a donare il sangue nel modo più urgente possibile. 

REUTERS

Ali Yerlikaya, il prefetto della città anatolica, ha parlato senza mezzi termini di un kamikaze, che si sarebbe introdotto del dugun salonu, il salone dei festeggiamenti, e si sarebbe fatto esplodere proprio nel culmine delle celebrazioni. È ancora presto per attribuire una paternità certa all’attacco, ma diversi deputati dell’Akp, il partito fondato dal Presidente Erdogan e che guida il Paese dal 2002, nonché alcuni analisti, ritengono che dietro potrebbe esserci l’Isis, che aveva colpito la Turchia l’ultima volta a giugno, con un attentato che Aveva preso di mira l’Ataturk Havalimani, principale aeroporto di Istanbul. 

A propendere per questa ipotesi ci sarebbe la fattura dell’ attacco, portato avanti da un kamikaze, ma soprattutto la località prescelta. Gaziantep fino a qualche anno fa era una delle città più tranquille dell’Anatolia. La crisi siriana e i suoi collegamenti con la città di Aleppo l’hanno resa in breve tempo uno del luoghi privilegiati non solo per i flussi di rifugiati che scappavano dalla guerra civile, ma soprattutto uno dei centri di annidamento e reclutamento preferiti dall’Isis. A insospettire gli inquirenti, c’è anche il fatto che le famiglie degli sposi sono direttamente legate all’Hdp, il Partito curdo, che più di una volta ha denunciato le infiltrazioni di Daesh sul territorio. Secondo Mahmut Tobruk, parlamentare dell’Hdp proprio a Gaziantep, il bersaglio non sarebbe stato scelto a caso. Anche a Soruc nel luglio 2015 e ad Ankara nell’ottobre dello stesso hanno l’obiettivo erano stati i curdi. Alcuni analisti mettono in relazione l’attacco con la recente liberazione dall’Isis di Manbij, in Siria. 


La Turchia dal luglio scorso è diventata uno dei teatri privilegiati del terrorismo non solo islamico ma anche separatista. In meno di un anno gli uomini di al-Baghdadi hanno colpito la capitale Ankara, almeno tre volte Istanbul, oltre a località minori, dove in qualche caso si è evitata la tragedia solo per il tempestivo intervento della polizia. Particolare che però non è bastato a mettere al riparo il governo dalle polemiche. Si calcola che da luglio 2015 nel Paese le persone morte per mano del terrorismo jihadista e di quello curdo siano oltre 250 e i feriti più di un migliaio. 

Il presidente della Repubblica Erdogan ha fatto sapere di essere in contatto con il ministero dell’Interno. Per lungo tempo la Turchia è stata accusata di collaborare in qualche modo con Daesh. Da inizio 2016 l’attività anti-jihadista di Ankara è aumentata. Il recente asse con Putin, che prevede la lotta a Daesh e l’appoggio ad Assad, potrebbe aver portato l’Isis a punire ancora uno Stato che per lungo tempo si è dimostrato indulgente nei suoi confronti. 

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