Bocciato l’ordine del giorno M5s al bilancio della Camera perché siano dimezzati gli stipendi dei parlamentari con un tetto mensile di 5mila euro lordi. “Noi non abbiamo nessun imbarazzo in questa discussione”, ha ribattuto il capogruppo Pd Ettore Rosato, “siamo consapevoli che la politica ha un costo, che gli stipendi dei parlamentari sono più alti della media italiana, che questo accade in tutti i Paesi, che c’è una ragione perché questo accade e vale per tutti quelli che sono in questa aula”.
La proposta M5s ha scatenato numerose polemiche. Il deputato grillino Manlio Di Stefano nel suo intervento ha accusato i colleghi di “non aver mai fatto altro nella vita se non i politici”. La dichiarazione ha provocato le polemiche di un gruppo di deputati e deputate nell’emiciclo che si è alzato dalla propria postazione per raggiungere i banchi 5 stelle. E’ intervenuta anche la presidente della Camera Laura Boldrini che più volte, prima di riuscire a riportare la calma, ha invitato “al rispetto tutti quanti, chi ascolta e chi parla” e ha aggiunto: “La prego di non offendere i colleghi. Lei non può affermare quello che non è vero. Le assicuro che ci sono varie professionalità qui dentro”. “Ma come si permette?”, ha cominciato a gridare il deputato M5s Alessandro Di Battista. “Molti di noi hanno lasciato incarichi e professioni”, ha detto Boldrini. “Questa sta ‘fuori’…”, ha ribattuto Di Stefano mimando il gesto con le mani mentre stava intervenendo in Aula. La presidente ha replicato a sua volta: “Non ci sono gesti da fare, vada avanti”.
L’Aula della Camera è impegnata nell’esame degli ordini del giorno ai documenti di Bilancio di Montecitorio. Oggi è atteso il via libera al conto consuntivo 2015 e al progetto finanziario 2016. Contro la proposta dei 5 stelle di dare un tetto agli stipendi si sono schierati tutti i partiti. Sull’argomento è intervenuto anche il capogruppo Pd Ettore Rosato: “Sulle indennità il Movimento 5 stelle dice sciocchezze”, ha detto in Aula. “Noi non abbiamo nessun imbarazzo in questa discussione, siamo consapevoli che la politica ha un costo, che gli stipendi dei parlamentari sono più alti della media italiana, che questo accade in tutti i Paesi, che c’è una ragione perché questo accade”. Il dem ha anche parlato dei rimborsi che ottengono i 5 stelle alla Camera: “Anche i grillini prendono 8mila euro. Il Pd finanzia il partito, loro un sito con la pubblicità delle lavatrici e la faccia di Di Maio e Di Battista. Poi vengono qui a dire che scalano gli scontrini: tutte cifre inventate, hanno appartamenti da 2mila euro”.
Il deputato grillino Danilo Toninelli ha attaccato la maggioranza anche per aver bocciato l’ordine del giorno sull’obbligo di “trasparenza nella rendicontazione delle spese di esercizio del mandato”: “Sul taglio degli stipendi”, ha scritto su Facebook, “eravamo certi del no dei piddini. Mi preoccupa ancora di più il loro no alla trasparenza sulle spese romane degli onorevoli. Sì perché dovete sapere che oggi metà dei circa 4.000 euro mensili di diaria devono essere rendicontati alla Camera. Alla Camera e solo alla Camera perché qui regna l’autodichia, cioè l’esclusiva giurisdizione interna. Nessun giudice ordinario, infatti, può entrare a controllare questo sistema chiuso. Questo mi porta ad avere molti sospetti. Non sarà mica che pure le spese rendicontate nascondano qualcosa che non va? Magari un’altra gigantesca rimborsopoli?”
Il tema è al centro del dibattito da quando è iniziata la legislatura, ovvero dopo che i parlamentari M5s hanno deciso di dare metà del loro stipendio e la diaria non rendicontata al fondo per la piccola media impresa. Per l’ex grillina e ora deputata Pd Gessica Rostellato alla Camera è andata in scena “la consueta sceneggiata dei deputati del M5s”: “Nonostante la solita retorica e l’inutile speculazione, due sono i fatti reali e concreti che abbiamo di fronte. Il primo, è che l’Istituzione Montecitorio continua a tagliare le spese; un dato su tutti: la legislatura si chiuderà con un risparmio pari a 270 milioni di euro. Il secondo, è che i parlamentari grillini, al di là di quanto dichiarano, tra indennità (pur “autoridotta” a 3mila e 200 euro), diaria e rimborsi vari dissimulati sotto varie voci – peraltro senza alcun controllo o certificazione efficace – percepiscono come, se non di più, degli altri loro colleghi. Basta quindi con la retorica“.
Tra gli ordini del giorno bocciati c’è stato anche quello della deputata M5s Tiziana Ciprini per valutare l’opportunità di adottare test anti-droga per i parlamentari senza “maggiori oneri per l’amministrazione, pubblicando i risultati sul sito della Camera, a garanzia del rapporto di trasparenza con i cittadini elettori”. Per rendere più stringenti i controlli Ciprini chiedeva inoltre, di “compiere periodicamente nei locali della Camera verifiche ambientali, in particolare nei luoghi di possibile assunzione (bagni)”.