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domenica 7 agosto 2016

L'URANIO IMPOVERITO E IL CARABINIERE

Carabiniere si ammala di tumore a causa dell’uranio impoverito: l’Inps gli riduce l’invalidità

ARTICOLOTRE
carabiniere-Redazione– In prima linea contro i camorristi ed i criminali di guerra.
Per trovare la droga e le fosse comuni durante la guerra nei Balcani. Poi la malattia. Ed infine la rabbia per i diritti negati. È la storia di Francesco De Angelis, un carabiniere di 51 anni, che nel suo curriculum non si è fatto mancare nulla.
Ha lavorato a Castellammare di Stabia e Nocera Inferiore arrestando nomi di spicco della criminalità organizzata. Poi in missione in Bosnia, Albania e Kosovo a stanare criminali comuni e di guerra.
 Rientrato in Italia, nel 2010, scopre per caso di essersi ammalato di tumore, un carcinoma ad un polmone. A Sant'Egidio del Monte Albino, durante una colluttazione con uno spacciatore di cocaina, viene ferito. Va in ospedale e l'esame radiografico al torace è impietoso: carcinoma. «È stato rivela a causa dell'uranio impoverito con cui sono stato a contatto».
Si sottopone ad un intervento chirurgico. L'anno successivo torna in divisa. Durante un inseguimento ha un malore. Dai controlli si scopre che il tumore ha aggredito anche il cervello. Inizia un nuovo calvario.
«A quel punto racconta De Angelis decido che non è più il caso di restare in servizio anche per non compromettere l'incolumità dei miei colleghi». Nel marzo del 2015 chiede la pensione per inabilità, viene riformato e riconosciuto invalido civile al cento per cento. Si cura con un mix di medicinali salvavita, una sola confezione di pillole costa poco meno di 10mila euro. Il 18 luglio scorso l'Inps lo chiama per un controllo.
«Il presidente della commissione medico legale sottolinea il carabiniere mi ha detto che sono obeso e che la malattia è notevolmente regredita. Ha ridotto la percentuale di invalidità facendomi perdere accompagnamento e parte dei benefici sanitari. Inutile dirgli che sono aumentato di peso per i farmaci che sono costretto ad ingoiare ogni giorno. Ed allora, se ora sto bene, voglio tornare ad arrestare i camorristi».
«Ma purtroppo non è così – conclude – Ora inizia la mia battaglia per il rispetto dei diritti non solo di cittadino ma di soldato e uomo di legge».

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