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sabato 27 agosto 2016

LETTERA DI UN TERREMOTATE DI L'AQUILA AI NUOVI TERREMOTATI

Terremoto centro Italia, un giovane aquilano scrive una lettera ai terremotati: “Preparatevi a quello che vi aspetterà” – huffingtonpost.it

huffingtonpost.it – Terremoto centro Italia, un giovane aquilano scrive una lettera ai terremotati: “Preparatevi a quello che vi aspetterà”
“Preparatevi a fiaccolate e preghiere. Preparatevi a tanto dolore, a consolare orfani e vedove. Soprattutto, questa la cosa più terrificante, preparatevi ad un nuovo anno zero”. Così recita la lettera che Andrea Cucchiella, 21 anni, aquilano, ha scritto ai terremotati del centro Italia. Il messaggio, apparso sul sito “Il meglio di Internet” e circolato molto sui social, è pieno di realismo e di disincanto.
Scritto da chi ha vissuto sulla sua pelle il terrore del sisma dell’Aquila e ha visto una città scomparire sotto i propri occhi, ha colpito gli utenti proprio per la sua autenticità.
“Avete appena vissuto le prime disgrazie e i primi miracoli – si legge nel testo – Avete già fatto il giro di telefonate ad amici, parenti, compagni di classe, colleghi per capire se stessero bene. Siete stati ore ad aspettare che un vostro conoscente fosse tirato fuori dalle macerie, in pigiama e impolverato, vivo o morto.
State per vivere tanta solidarietà e avrete tanta rilevanza mediatica. Preparatevi a parecchie bare bianche e a tante storie commoventi sul come e perché qualcuno si è salvato e qualcun altro era al posto sbagliato al momento sbagliato. Non avrete più un centro storico come lo ricordavate: in realtà non lo avrete e basta. Non avrete più un paese, un tessuto sociale.
Chi aveva un negozio o un’impresa, inizi a tenere da parte quel bel ricordo: quello che è crollato difficilmente verrà ricostruito come era prima. Realizzate che, per i prossimi anni, i luoghi in cui avete vissuto saranno delle zone desolate. Se la vostra casa è pericolante, pensate sin da ora a quando verrà alla fine abbattuta dalle ruspe”.
Andrea Cucchiella
Non scrivevo da un po’.
Guida pratica al terremoto: da chi ci è passato a chi ci sta passando. Buona fortuna.
Terremoto: chi ci è già passato si rivolge ai “nuovi terremotati”: preparatevi a vedere la vostra vita cambiata per sempre. Lettera di un aquilano.
ilmegliodiinternet.it|Di Francesco Stati
“Preparatevi agli sciacalli: quelli che ruberanno gli ori di famiglia dai resti delle vostre case e quelli che si faranno belli parlando ad un’ignara platea di quello che hanno fatto per voi – continua ancora la lettera -. E preparatevi anche a combattere contro l’ignoranza della suddetta platea, che dimenticherà in pochi mesi le vostre condizioni. Nel frattempo, godetevi il turismo dell’orrore: tutti quelli che verranno a vedere un paese distrutto. Vivrete in compagnia della paura. Lo sciame sismico durerà settimane e vi sentirete gelare il sangue ogni volta che sentirete tremare la terra o una porta sbatterà troppo forte.
Anzi, quale porta? Rimarrete per mesi nelle tendopoli, se non avete un’altra casa o parenti che possono ospitarvi. Preparatevi quindi al freddo, alle mense e ai bagni comuni”. Per trovare di nuovo un posto in cui sentirsi al sicuro bisognerà aspettare: “Preparatevi, un giorno (vi avverto, non sarà così vicino), ad entrare in un posto che potrete finalmente definire ‘casa mia’”.
Dal turismo dell’orrore agli sciacalli, dalla desolazione di vie che non esisteranno più al dramma di veder demolite case rimaste in piedi, ma pericolanti. Sono tante ancora le situazioni che i sopravvissuti dovranno prepararsi ad affrontare.
E a chi lo rimprovera per essere troppo “crudo”, il giovane aquilano risponde così su Facebook: “Non sono né cinico, né pessimista, né indignato.
Le buone notizie tarderanno ad arrivare. I lavori per la ricostruzione in piccoli paesi sono stati difficili nel terremoto dell’Aquila, non oso immaginare cosa succederà questa volta.
Se vuoi, vieni a L’Aquila: vieni a vedere cosa è stato fatto e come è stato fatto. Vieni a vedere cosa rimane e cosa non c’è più. Verrà fatto tutto il possibile, ma alcune ferite non si rimargineranno in fretta. Ah, e parliamoci chiaro: il terremoto del 2009 non mi ha tolto nessuno, solo la mia città. Fidati, non è poco”.

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