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domenica 28 agosto 2016

LA MADRID DI DALI'


Il cocktail del Ritz e le liti all’Accademia, ecco la Madrid di Dalí 


LA STAMPA 28/08/2016
In quanto a talento la compagnia non è male: Federico García Lorca, Luis Buñuel e Salvador Dalí. Tre grandissimi artisti spagnoli, ognuno a modo suo, nessuno dei quali nato a Madrid. Eppure agli inizi del secolo si conobbero nella capitale, anni stimolanti e fecondi, prima che gli orrori della guerra civile spazzassero via ogni cosa.  

Salvador Dalí è l’artista catalano per eccellenza e nella costa a nord di Barcellona si trovano tutte le tracce della sua vita “come un’opera d’arte”, da Cadaques, Figueres e Puboll. Meno noti sono i luoghi dei suoi trascorsi madrileni, anni ricchi di incontri e suggestioni, non meno importanti per la sua formazione.  

Residencia de estudiantes  

Il primo posto che Dalí frequentò fu la residenza degli studenti, dove conobbe il grande poeta e il futuro regista. La “Residencia de estudiantes” non è uno studentato qualunque, basterebbe il nome di qualche frequentatore per dimostrarlo: di qui passarono Igor Stravinsky, Paul Valéry, Albert Einstein, Marie Curie, Le Corbusier e durante la Guerra Civile fu convertito in ospedale. L’attuale edificio nella zona della Castellana (Calle del Pinar 21, metro Gregorio Marañón) è quello dove vissero i tre geni, in stile neomudejar. Oggi ospita convegni e incontri, ma gli studenti ci sono ancora.  

Accademia delle Belle Arti di San Fernando  

Dalí, per volontà del padre, studiò pittura e scultura all’Accademia delle Belle Arti di San Fernando fondata alla fine del Settecento, che ebbe Francisco Goya come suo studente più noto. Il talento era certo, la disciplina molto meno: Salvador fu espulso nel 1923. Oggi alle Belle Arti (Calle de Alcalà, 13. Metro Sol) c’è una delle più grandi collezioni di dipinti spagnoli (ma non solo) dal Cinquecento a oggi e mostre mai banali e meno affollate di quelle degli altri musei della città. Gli intellettuali dell’epoca si davano appuntamento al Caffe Pombo, non lontano dall’accademia, ma nel 1942 il locale chiuse (il padrone era un antifranchista e si rifugiò all’estero). Una ricostruzione del Pombo si può vedere al museo del Romanticismo.  

Accademia delle Belle Arti di San Fernando  

Ma il luogo migliore per andare a scoprire la vita di Dalí è senza dubbio l’Hotel Ritz, tra il Prado e il Parco del Retiro, fondato dal Alfonso XIII nel 1910 per ospitare le delegazioni straniere in visita a Madrid. Il Ritz oggi fa parte della catena di lusso Mandarin Oriental, ed è uno degli hotel più ricchi di storia d’Europa. L’artista catalano, pur senza dormirci, passava di qui per farsi curare i baffi, dettaglio fondamentale del proprio aspetto.  

Hotel Ritz  

Completata l’opera nella barberia, Dalí era solito spostarsi al bancone dell’elegante bar in legno. Proprio qui avvenne quello che ancora oggi si racconta come una sorta di parabola: Dalí ordina un cocktail, il cameriere glielo serve, nel bicchiere, però, gli pare di scorgere un suo baffo bianco, sarebbe il primo e così l’artista mette un dito per raccoglierlo, tagliandosi (il baffo in realtà era un pezzetto di vetro): il sangue si mischia al Martini e l’artista è rapito dalla scena. Chiede il conto: “Tre pesetas”.  


Ne lascia 25 e se ne va. Uscendo nota una signora con un cappello decorato da ciliegie finte che prende un Martini: “Permette?”, Salvador ne coglie una. Poi nota un cesto di ciliegie (vero) sul bancone, ne prende un’altra e le mette nel bicchiere: “Signori, ecco a voi il Dalitini”. Era nato un cocktail che, dopo un secolo in cui è cambiato il mondo ma non il Ritz, viene ancora servito. 

INFO: www.spain.info  

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