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martedì 9 agosto 2016

IL TRIO DELLE CICCIOTTELLE GLI COSTA IL POSTO

Rio 2016: “Trio delle cicciottelle”, licenziato direttore Quotidiano Sportivo

ROMA – Un aggettivo di troppo che è costato caro. L’editore Andrea Riffeser Monti ha infatti deciso di licenziare “con effetto immediato” Giuseppe Tassi, direttore del Qs Quotidiano Sportivo, per il titolo comparso sulle proprie testate che definiva “trio delle cicciottelle” le arciere azzurre Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia, che hanno concluso la gara a squadre ai Giochi Olimpici di Rio con il quarto posto.
L’editore Riffeser Monti “si scusa con le atlete olimpiche del tiro con l’arco e con i lettori del Qs Quotidiano Sportivo, per il titolo comparso sulle proprie testate relativo alla bellissima finale per il bronzo persa con Taipei” come comunica una nota del direttore personale e organizzazione della Poligrafici Editoriale S.p.a. e per questo ha deciso di “sollevare dall’incarico, con effetto immediato, il Direttore del QS Giuseppe Tassi”.
La decisione fa seguito alle proteste sui social e alla lettera del presidente della Federazione Italiana Tiro con l’Arco, Mario Scarzella, al direttore de “Il Resto del Carlino” Giuseppe Tassi. “Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, questa mattina, invece di trovare il sostegno della stampa italiana per un’impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione”, aveva scritto Scarzella.
Basta essere chiamate cicciottelle: i Giochi dimostrano che per competere non è necessario essere palestrati”: così due delle tre azzurre del tiro con l’arco hanno voluto rispondere al titolo del quotidiano Il Resto del Carlino.
Mario Scarzella, presidente federale, parla di titolo “irriguardoso” e di notte di lacrime per il risultato da parte delle azzurre che non si considerano sconfitte ma sanno che difficilmente capiterà loro “una seconda chance”; e poi hanno aggiunto anche di “rabbia e indignazione” per quel titolo.

“Dopo la delusione del quarto posto – spiegano Guendalina Sartori e Claudia Mandia – è arrivata anche la beffa di un titolo molto stupido. Tra l’altro, nel nostro sport conta la testa e non il fisico”.

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