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martedì 2 agosto 2016

IL MONSONE CHE HA ALLAGATO L'INDIA

Il monsone allaga l’India, sfollati e morti da Nord a Sud

Una settimana di temporali e fulmini ha martoriato il Paese

LA STAMPA 02/08/2016
Dallo Stato di Assam, la lingua orientale dell’India che si infila tra Bhutan, Bangladesh e Birmania, alla città della finanza Mumbai a Ovest, fino alla capitale istituzionale Nuova Delhi a Nord, il monsone flagella tutti gli indiani e li obbliga ad abbandonare le reti da pesca per remare su un tronco di banano, a bagnarsi fino alle cosce per spingere un autobus e a ricoprirsi di plastica per guidare un scooter che sembra una moto d’acqua.  


Immaginate una settimana di piogge ininterrotte in un Paese con tante persone e poche infrastrutture. Difficile, servono le immagini per capire le conseguenze degli eventi atmosferici che si sono abbattuti sull’India la scorsa settimana. Dalle campagne alle grandi città i temporali non hanno risparmiato nessuna geografia. Eventi a cui questa parte dell’Asia è abituata in estate anche se si presentano sempre più tardi, prolungati e violenti. Bisogna contare poi che in India vivono oltre un miliardo di persone, è la democrazia più popolosa del mondo. Il pil pro capite è meno di un dollaro e mezzo al giorno, mentre negli Stati Uniti è 53 e in Italia 35. In India per alcune classi sociali vivere ammassati è la quotidianità, spesso col sorriso come si vede anche in queste immagini.  


Ma se piove si salvi chi può, non basta aspettarselo. Anche se lo dice il nome: dall’arabo «mawsim» (stagione), il monsone è un vento appunto stagionale che cambiando direzione produce violenti tifoni. Eppure quest’anno si contano un milione di sfollati e molti morti, anche nelle zone vicine del Nepal e della Cina. Numeri piccoli per l’Asia, ma sempre preoccupanti. Come non bastasse la pioggia, ecco i fulmini. Particolarmente numerosi, si sono abbattuti su molte campagne colpendo i contadini al lavoro nei campi e gli abitanti dei villaggi. 


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