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martedì 16 agosto 2016

IL DECRETO PER IL RICICLO CELLULARI E TABLET

Ecco il decreto in tema di riciclo cellulari e tablet, che riempie un buco normativo che durava da troppo tempo.

TUTTOGREEN. La tecnologia può far male. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) rappresentano un pericolo reale per l’uomo, poiché tutti quei prodotti che hanno ormai invaso la nostra vita (Tv, stereo, computer, smartphone, tablet, consolle ed elettrodomestici) contengono composti chimici altamente nocivi per la salute, quali piombo, mercurio, cadmio, berillio, metalli pesanti, PVC, cloro, ritardanti di fiamma bromurati ecc.
Stiamo parlando di una materia da trattare con estrema delicatezza, che richiede un adeguato apparato normativo per non incorrere in rischi. Da oggi, fortunatamente, la raccolta per il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici di piccolissime dimensioni è diventata più facile. Lo scorso 22 luglio è entrata infatti in vigore la nuova norma dell’ “Uno contro Zero” (Decreto ministeriale 121 del 31 maggio 2016),  che introduce novità importanti e recepisce la Direttiva europea in materia (2012/19/UE).

Riciclo cellulari e tablet: cosa prevede il nuovo decreto

Secondo quanto stabilito dal decreto, i distributori con superfici di vendita al dettaglio di almeno 400 mq sono obbligati a ritirare gratuitamente i RAEE di dimensioni esterne inferiori a 25 cm, senza imporre l’acquisto di prodotti equivalenti. Una svolta importante, perché il principio dell’ “Uno contro Zero” ha sostituito quello dell’ “Uno contro Uno”, così che ogni cittadino che deve disfarsi di uno smartphone, di un tablet o di un piccolo elettrodomestico, può farlo senza esser costretto a comprarne uno nuovo.
Stando a quanto affermato dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, con questa norma è stato compiuto un altro passo importante verso la semplificazione degli adempimenti ambientali – in questo caso relativi ai rifiuti – perché «l’introduzione dell’uno contro zero renderà molto più semplice la raccolta e il recupero dei materiali delle apparecchiature e renderà più agevole per i cittadini un comportamento ambientalmente corretto e virtuoso».
Analoga opinione è stata espressa da Danilo Bonatodirettore generale di Remedia (uno dei principali sistemi collettivi italiani no-profit per la gestione eco-sostenibile di tutte le tipologie di RAEE), secondo cui l’ “Uno contro Zero” rappresenta « uno strumento fondamentale per poter aumentare la raccolta dei rifiuti elettronici di piccolissime dimensioni, che stanno aumentando rapidamente visto il sempre più veloce ricambio di tecnologia in particolare per smartphone e tablet».
Il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici comporta inoltre notevoli benefici economici e ambientali. Secondo i dati resi noti dalla stessa Remedia, le 33mila tonnellate di rifiuti elettronici gestite dal consorzio hanno evitato l’immissione in atmosfera di ben 205 mila tonnellate di CO2, consentendo un risparmio di acqua pari a 659.845 m3. La nuova norma pare inoltre esser in sintonia con gli obiettivi imposti dalla Commissione europea sulla raccolta dei RAEE: entro il 2019 il Bel Paese dovrà infatti riuscire a gestire il 65% delle apparecchiature immesse sul mercato, o l’85% dei rifiuti generati dalle famiglie italiane.
Come stabilito dalla direttiva europea sopra citata all’articolo 14, «la raccolta differenziata è una condizione preliminare per garantire il trattamento specifico e il riciclaggio dei RAEE ed è necessaria per raggiungere il livello stabilito di protezione della salute umana e dell’ambiente dell’Unione». La norma appena approvata chiama dunque in causa sia i distributori, che svolgono un ruolo fondamentale per contribuire al successo della raccolta di questa tipologia di rifiuti, che i consumatori, ora in possesso di un nuovo prezioso strumento per adottare un comportamento sostenibile e corretto.
riciclo cellulari e tablet
Riciclo cellulari e tablet: finalmente il decreto
L’obbligo di ritiro gratuito riguarda i RAEE provenienti dai nuclei domestici e quelli di origine commerciale, industriale, istituzionale o di altro tipo, analoghi ai primi per natura e quantità. La raccolta senza obbligo di acquistare AEE di tipo equivalente vale per tutti i punti vendita di almeno 400 m2, salvo nei casi in cui una valutazione dimostri l’esistenza di regimi di raccolta alternativi già in atto e altrettanto efficaci. I distributori possono rifiutare il ritiro di un RAEE quando quest’ultimo rappresenta un rischio per la salute e la sicurezza del personale, o risulta privo dei suoi componenti essenziali.
L’articolo 11 del decreto stabilisce inoltre che «i distributori, compresi coloro che effettuano le televendite e le vendite elettroniche, hanno l’obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili oppure mediante indicazione nel sito internet».
Dal punto di vista operativo, il ritiro dei rifiuti può esser fatto non solo all’interno ma anche in “prossimità immediata”del punto vendita, mentre lo svuotamento deve esser effettuato ogni sei mesi o in alternativa quando il quantitativo raccolto raggiunge i 1.000 Kg. In ogni caso il deposito non può durare per più di un anno. I RAEE raccolti possono infine essere trasportati in modalità semplificata in un centro accreditato per il riutilizzo, in uno di raccolta, in un impianto di trattamento o in un centro di “raccolta e restituzione” gestito dai produttori.
Il decreto “Uno contro Zero” chiama in causa una delle tipologie di rifiuti tra le più difficili da intercettare, perché solo il 14% dei piccoli elettrodomestici viene smaltito in modo corretto, pur avendo a disposizione un 95% di materie prime seconde che può essere facilmente riciclato. Il 2015 ha comunque fatto registrare una crescita dell’8% della raccolta dei RAEE gestiti da sistemi collettivi (media procapite di 4,1 Kg per un totale di oltre 249 milioni di Kg), con la Valle d’Aosta che ha conquistato il primato tra le regioni, grazie a una raccolta procapite di 8,24 Kg.
Per migliorare questi dati occorre incoraggiare sia gli investimenti nel settore che le iniziative di sensibilizzazione. Intanto ci auguriamo che il nuovo decreto “Uno contro Zero” faccia sentire al più presto i suoi effetti positivi.

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