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giovedì 4 agosto 2016

IL CONTRARIO DEL CONTE MASCETTI-UGO TOGNAZZI

Il conte nullatenente con la domestica e il giardiniere milionari

Aveva intestato tutto alla servitù, il conte Fabrizio Sardagna Ferrari. Ma tra un castello, ville abusive ed elicotteri personali, ora è arrivata la Guardia di finanza
Il castello di Tor Crescenza

LA STAMPA 04/08/2016
ROMA
Con il Fisco piangeva miseria e intanto svolazzava con il suo elicottero personale tra il castello di Tor Crescenza e le ville abusive costruite fronte mare all’Argentario. Il conte Fabrizio Sardagna Ferrari von Neuburg und Hohenstein risultava ufficialmente nullatenente. La servitù, però, se la sapeva scegliere. Il suo giardiniere e la sua domestica erano infatti intestatari di società lussemburghesi e inglesi dal cospicuo capitale immobiliare: il castello del XV secolo, appunto; cinque ville nel Parco di Veio per un’estensione di 4000 metri quadri e altre sette ville costruire abusivamente a ridosso del mare all’Argentario. Proprietà affittate a celebrità, o per sontuosi matrimoni di personaggi dello sport e dello spettacolo. 
Attività fruttuosa se si considera che dai riscontri ottenuti dalla Guardia di Finanza, tra il 2011 e il 2014, avrebbe fruttato al nobile circa 12 milioni di euro mai dichiarati all’Erario. Oltre a 300.000 euro d’imposta municipale unica dovuta e mai versata nelle casse comunali. 

Sequestrato il patrimonio del conte Sardagna Ferrari

Uomo da rotocalchi e grandi passioni, il nobile nullatenente non si è fatto mancare nemmeno una condanna per stalking nei confronti della moglie, la principessa Sofia Borghese, figlia di Scipione, discendente diretto di papa Paolo V. Da anni infatti il castello di Tor Crescenza è teatro di scenate furibonde tra i due coniugi, complice un ritorno di fiamma della principessa per il suo amore adolescenziale Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore balzato agli onori delle cronache per la famosa intercettazione in cui rideva nel letto pensando agli affari che avrebbe fatto a seguito del terremoto dell’Aquila. E complice l’indole irosa del conte, che tra bottiglie e bicchieri lanciati alla moglie, è stato accusato anche di aver dato fuoco al suo elicottero all’epoca usato proprio da Piscicelli (che tra l’altro di recente, proprio all’Argentario, ha visto il suo yacht fatto oggetto di un lancio di molotov). 

Ora al conte nullatenente sono stati sequestrati beni mobili e immobili. Un sequestro preventivo ordinato dal Gip di Roma per un valore di qualche milione di euro. 

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