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domenica 28 agosto 2016

I VEGANI PROTESTANO GIUSTAMENTE PER L'AMATRICIANA

Terremoto, amatriciana solidale in piazza non piace ai vegani: “Poco etica”

TORINO – Maxispaghettata in piazza San Carlo a Torino. La ricetta è quella della famosa pasta all’amatriciana (un omaggio ad Amatrice, la città più colpita dal sisma). Il sindaco, Chiara Appendino, e i suoi assessori hanno servito ai tavoli. Il ricavato dell’iniziativa devoluto ai comuni colpiti dai crolli del terremoto. Un’amatriciana solidale, dunque, ma che non ha però mancato di creare polemiche che forse potevano essere risparmiate. Invece, come riferisce La Repubblica, i primi a polemizzare sono stati i consiglieri del Pd: Stefano Lo Russo, capogruppo dei democratici in Consiglio comunale, parla di iniziativa che “si commenta da sola” e propone di devolvere in modo simbolico il gettone di presenza del primo consiglio comunale di settembre alle vittime del terremoto.
Altri esponenti del Pd hanno parlato di “passerelle mediatiche”. La sindaca Appendino ha replicato su Twitter: “La lodevole iniziativa della spaghettata non è né mia né del Comune ma della Protezione Civile, che avrà tutto il nostro supporto”. Tra le proteste si segnalano anche quelle dei vegetariani e dei vegani che non gradiscono il guanciale, ingrediente essenziale della ricetta. Il M5S replica che sono previsti anche piatti di pasta per chi non mangia carne ma ciò non è bastato a placare l’indignazione di chi ritiene che la decisione dell’amatriciana non sia sufficientemente “etica”.
Gabriele Guccione per Repubblica scrive:
Non aveva ancora cominciato a servire gli spaghetti alla amatriciana, la cucina da campo allestita dalla Protezione Civile di Torino per la spaghettata di solidarietà con i terremotati, che c’erano già più di 500 persone in coda, ad aspettare di poter dare il loro contributo per i terremotati del Centro Italia rispondendo all’appello della sindaca Chiiara Appendino.
Com’è la pasta? “Buona, complimenti ai cuochi”, dice la signora Antonia, una delle prime ad essersi sedute nel refettorio da 250 posti allestito dai volontari. All’inizio della fila, che a mezzogiorno si allungava per tutta la piazza, e tornava indietro come un serpentone, c’è una teca di cristallo. All’interno un mucchio di 10 e 20 euro. Sono le offerte – libere – che la sezione comunale dei volontari di Protezione Civile invieranno alle popolazioni colpite dal sisma nel Centro Italia.

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