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lunedì 1 agosto 2016

I RIFIUTI DI ROMA: IL CASO DI OGGI

Caos rifiuti a Roma, Muraro replica alle accuse: nessun conflitto di interessi, è in corso un golpe

L’assessora replica alle opposizioni: non mi dimetto. Raggi annuncia le linee guida del programma: riorganizzare la raccolta dell’immondizia a Roma. Qui debiti per 600 milioni
LAPRESSE

LA STAMPA 01/08/2016
«Molte falsità sono state scritte sul mio conto. Primo: io non ho nessun conflitto di interessi: lavorare in qualità di consulente è legittimo». Inizia così la difesa, pubblicata sul blog di Beppe Grillo, dell’assessore dell’Ambiente di Roma Paola Muraro. Finita nel mirino delle opposizioni per alcuni ruoli di consulenza ricoperti in passato, ha risposto alle accuse di conflitto di interessi: «Sono un’esperta in materia di rifiuti e sostenibilità ambientale e ho prestato le mie competenze per numerose aziende - prosegue - La mia professionalità può incidere positivamente sulla guida del mio assessorato all’Ambiente a Roma. Quello che in qualsiasi azienda, in qualsiasi amministrazione sarebbe considerato un valore aggiunto, cioè competenza ed esperienza, viene usato dai vecchi partiti come fossero elementi negativi, perchè tremano davanti alla volontà politica di sistemare i danni che loro stessi hanno causato».  

«Hanno scritto anche del milione di euro per le mie consulenze in 12 (dodici) anni (dal 2004 al 2016) - si legge ancora - Mi faccio i conti in tasca: corrisponde a una media di 90.880 euro l’anno al lordo di tasse, previdenza, assicurazioni e spese per lo svolgimento dell’incarico. Considerando le ore prestate per la mia attività professionale si ottiene un compenso lordo pari a 76 euro al giorno. Vi sembra una cifra folle? È folle la strumentalizzazione che ne fanno! Senza contare che la mia consulenza nella controversia contro il proprietario della discarica di mala grotta, Cerroni, ha prodotto per Ama, l’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti, un risparmio pari a 900 milioni!».  
L’assessore sottolinea anche che «la cittadinanza assume ora un ruolo cruciale e vincolante per la democrazia: sta ai romani, oltre alle speculazioni dei media e agli anatemi delle opposizioni, comprendere chi è la causa della fase di pre-emergenza che attraversa Roma, chi pur di fare in modo che nulla cambi sceglie di sacrificare la città pianificando un vero e proprio golpe dei rifiuti a pochi giorni dalla vittoria di Virginia Raggi». 

L’EMERGENZA RIFIUTI  
Intanto il sindaco Raggi ha illustrato in assemblea capitolina le linee guida programmatiche sul tema rifiuti: «Roma Capitale deve procedere alla riorganizzazione di Ama sotto l’egida della sindaca e dell’assessorato preposto ma nel contempo, Roma Capitale e la sindaca devono reclamare, rivendicare e riappropriarsi del ruolo di indirizzo operativo e di vigilanza del socio di maggioranza al 51% e ricondurre Acea a servizio della città». Ha anticipato la prima cittadina della capitale. 

Inoltre, ha aggiunto la Raggi «Ama, incautamente, in questi ultimi anni non si è dotata delle infrastrutture impiantistiche necessarie - spiega - offrendo, quindi, di fatto, opportunità a gruppi privati e ad Acea di inserirsi nel settore di attività proprio di Ama. Di fatto, Ama è stata relegata a svolgere mera attività di raccolta, trasbordo, trasporto e scarico in discarica, con enormi costi di dotazione per contenitori, veicoli e mezzi».  

I DEBITI DI AMA  
«I numeri attuali di Ama spa sono: oltre 600 milioni di euro di debiti, di cui 200 milioni verso fornitori, oltre 35 milioni di euro annui verso il pool di banche che la sostiene; 250 milioni di costi per la esportazione di rifiuti; circa 7500 dipendenti; una flotta di veicoli acquistati per oltre 200 milioni nel 2009 e 2010». 

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