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mercoledì 24 agosto 2016

I CARRI ARMATI TURCHI BOMBARDANO LA SIRIA

Carri armati turchi entrano in Siria: operazione militare all’alba contro l’Isis 

Ankara ha lanciato una grande operazione per liberare la città siriana di Jarablus al confine con la Turchia. L’offensiva nel giorno della visita del vicepresidente Usa Joe Biden

LA STAMPA 24/08/2016
Forze di terra turche, soprattutto carri armati, sono entrati in territorio siriano. Lo rendono noto i media turchi citando fonti militari.  

All’alba Ankara ha lanciato una grande operazione per liberare la città siriana di Jarablus, al confine con la Turchia, dallo Stato islamico. Si tratta di un intervento  
contro i jihadisti del sedicente Stato Islamico (Isis o Daesh), nel nord della Siria, lungo il confine con la Turchia. I jet turchi hanno effettuato raid aerei, riferiscono i media ufficiali turchi affermando che le azioni militari rientrano in un’operazione congiunta con la coalizione anti-Is a guida Usa.  


L’artiglieria turca bombarda le forze dell’Isis e i miliziani curdi in Siria



L’offensiva proprio nel giorno dell’arrivo del vicepresidente Usa Joe Biden, giunto ad Ankara questa mattina per la sua prima visita in Turchia dopo il fallito golpe del 15 luglio scorso. Nel corso della visita è atteso anche un confronto sulla richiesta di estradizione di Fethullah Gulen, che Ankara accusa del tentato colpo di stato. «Vorrei che Gulen (l’imam per cui la Turchia chiede l’estradizione, ndr) fosse in un altro Paese, non negli Stati Uniti». Ha detto Biden che al termine della sua visita al Parlamento di Ankara, bombardato durante il fallito putsch, ha aggiunto «Le immagini del tentato golpe in Turchia del 15 luglio mi hanno ricordato l’11 settembre».  

L’obiettivo dell’operazione messa in moto all’alba di oggi «è r ipulire il distretto di Jarabulus, nella provincia di Aleppo, dalla presenza di elementi dell’organizzazione terroristica Daesh». Secondo l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu, le operazioni sono iniziate alle 4 ora locale. Il governo turco intende così «rafforzare la sicurezza al confine e difendere l’integrità territoriale della Siria». L’intervento, aggiunge la Anadolu, è scattato «in risposta agli attacchi terroristici in territorio turco» e dopo che colpi di mortaio lanciati dal territorio siriano hanno raggiunto località turche al confine.  


La Bbc riferisce di pesanti bombardamenti contro obiettivi dell’Isis e di spostamenti di carri armati lungo la frontiera turco-siriana con tank che hanno aperto il fuoco oltreconfine. Secondo la stessa emittente, unità delle forze speciali turche sono già in territorio siriano nell’ambito dell’operazione contro l’Is a Jarabulus.  

I militari turchi hanno fatto sapere che l’artiglieria ha colpito 63 obiettivi in circa due ore e che poi sono stati effettuati raid aerei. Fonti militari citate dal sito web del giornale turco Hurriyet riferiscono di almeno 12 obiettivi distrutti nei raid e di altri 70 distrutti dall’artiglieria. Secondo la Bbc ci sarebbero 1.500 ribelli siriani sostenuti dalla Turchia pronti a partecipare alle operazioni sul campo a Jarabulus

AFP

Ieri le autorità turche hanno invitato gli abitanti della città frontaliera di Karkamis a lasciare la città per motivi di sicurezza. E il capo della diplomazia di Ankara, Mevlut Cavusoglu, ha affermato che la Turchia assicurerà «ogni sorta» di supporto a un’operazione nell’area di Jarabulus. Ankara, che negli ultimi giorni ha bombardato anche postazioni delle milizie curde Ypg (sostenute dagli Usa in funzione anti-Is), vuole impedire che le forze curde conquistino questa città.  

«Una dichiarazione di guerra». Così i curdi siriani hanno definito l’avvio dell’operazione delle forze armate turche a Jarabulus. «L’intervento turco a Jarabulus è una violazione della sovranità siriana», ha detto Aldar Khalil, esponente del Partito dell’Unione democratica (Pyd). «È - ha aggiunto secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Dpa - una dichiarazione di guerra contro l’amministrazione autonoma curda e il sistema federale». 

Il Pyd, la principale organizzazione curda in Siria, e i suoi alleati hanno approvato a marzo un piano per un sistema federale nel nord del Paese. Nel 2011, prima dell’inizio del conflitto in Siria, i curdi rappresentavano circa il 7-10% della popolazione siriana. Stamani in un tweet il leader del Pyd Saleh Muslim ha affermato che «la Turchia verrà sconfitta» in Siria «così come Daesh». Per Ankara il Pyd (con le milizie Ypg) è un alleato del Pkk, considerato «gruppo terroristico». 

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