IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

lunedì 1 agosto 2016

GERMANIA VS TURCHIA

Berlino contro l’ultimatum di Ankara sui visti

Il vice cancelliere: «No ai ricatti». Tensione con la Turchia anche sulla manifestazione di domenica a Colonia
AP
La manifestazione pro-Erdogan di ieri a Colonia

LA STAMPA 01/08/2016
Sale la tensione con Ankara. «In nessun caso la Germania o l’Europa devono farsi ricattare dalla Turchia», dice il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel a Rostock, riferendosi alla minaccia di Ankara di mettere in discussione il patto con l’Ue sui migranti se Bruxelles non fornirà entro ottobre una data certa per la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi. «Se ci sarà la liberalizzazione dei visti dipende esclusivamente dalla Turchia», ha aggiunto. Gabriel ha anche difeso il divieto della Corte costituzionale alla trasmissione di un messaggio video di Erdogan durante la manifestazione di ieri a Colonia: «È stata legittima ed è servita ad allentare la tensione», ha detto.  

Lo scontro sulla manifestazione di Colonia  
Durante la manifestazione di ieri di Colonia migliaia di turchi sono scesi in piazza per esprimere sostegno al loro presidente Erdogan. Il governo turco ha convocato l’incaricato d’affari tedesco ad Ankara. Il passo arriva dopo le proteste per il divieto, sancito dalla Corte Costituzionale tedesca, di trasmettere un video di Erdogan ai manifestanti. Il Ministero degli Affari Esteri tedesco ha però minimizzato l’iniziativa diplomatica: «Nelle relazioni fra Stati è una cosa quotidiana, normale, che accade cento volte, che il rappresentante di uno Stato sia pregato di recarsi al Ministero degli Affari Esteri del paese ospitante» ha detto il portavoce del dicastero Martin Schaefer, rimarcando che «non c’è niente di eccezionale». 

“Colpa di Gulen”  
Sul fronte interno, il primo ministro turco Binali Yildirim ha ribadito nuovamente che non c’è alcuna ombra di dubbio sulla diretta responsabilità del predicatore Fetullah Gulen, rifugiato negli Usa, nel tentativo di colpo di stato del 15 luglio scorso. Yildirim, in un incontro con la stampa nella sua residenza di Ankara, ha sottolineato che il Feto, l’organizzazione che fa capo a Gulen, ha trovato l’humus nelle scuole militari. Il Feto «ne ha assunto il controllo, fortificando il suo potere in queste scuole. Quelli che hanno provato a rifiutare - ha detto Yildirim - lo hanno fatto invano. Fetullah Gulen è al centro del golpe». 

La repressione in patria  
Il governo, dopo la proclamazione dello stato d’emergenza di tre mesi, ha decretato la chiusura delle accademie di guerra e delle scuole militari, che saranno rimpiazzate da un ateneo ex novo. Risponderà al controllo del Ministero della Difesa, assieme all’esercito di terra, alla Marina e all’Aeronautica. Già ieri il presidente Erdogan durante un programma televisivo aveva anticipato l’accorpamento dei servizi segreti e del comando generale al Ministero della Difesa. Al contempo, sulla Gazzetta Ufficiale si conferma la sospensione di 1389 militari tra cui l’ex consigliere capo di Erdogan, Ali Yazici. 

Gli arresti  
Intanto sono stati arrestati altri due soldati che facevano parte del commando incaricato dai golpisti di catturare il presidente turco la notte del 15 luglio scorso. Il blitz, fallito con la fuga di Erdogan, avvenne poco distante dalla località balneare di Marmaris. Sale a 11, pertanto, il numero dei militari componenti quel commando catturati dalla polizia turca, che ha diffuso i nomi dei due ultimi arrestati: Mustafa Serdar Ozay e Muammer Gozubuyuk. L’operazione si è conclusa nel sud-ovest del paese 

Nessun commento:

Posta un commento