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mercoledì 24 agosto 2016

ECATOMBE

Terremoto centro Italia: almeno 120 morti. In centinaia sotto le macerie

ROMA – Si scava tra le macerie subito dopo le scosse: centinaia di persone mancano all’appello, persone che potrebbero essere ancora vive e allora non c’è tempo da perdere. Si scava ad Amatrice, ad Accumoli, a Pescara del Tronto, i piccoli Comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto che ha squassato queste terre con una prima, forte, scossa alle 3:36 del 24 agosto.
Ci sono almeno 120 vittime, bilancio aggiornato alle ore 19:30. Ben 270 i feriti del sisma: 196 nell’area di Amatrice e Accumuli, nel reatino, e 74 nell’area di Arquata, nelle Marche.
Solo ad Amatrice ed Accumoli, Rieti, i morti sono 53. Il paese è diviso letteralmente in due dalle macerie e i soccorritori depositano le salme in due punti distinti: a nord e a sud del paese. Nella zona nord, che proviene dalla Salaria, le salme sono al momento 14 e sono depositate in un cortile; nella zona sud, che proviene dall’Aquilano, 21, sono nel cortile di una scuola.
Sono 20, invece, le vittime del terremoto di cui la Prefettura di Ascoli Piceno ha avuto notizia ufficiale. Tutte le salme sono state portate nell’ospedale ‘Mazzoni’ di Ascoli Piceno. Fra di loro ci sarebbe la bimba di Amatrice estratta viva dalle macerie ma deceduta in ospedale. Il bilancio naturalmente è ancora provvisorio: in tutta l’area di Arquata del Tronto infatti, i vigili del fuoco continuano a scavare nella speranza di trovare qualcuno ancora vivo.
La scossa è stata sentita, fortissima, anche a Roma e addirittura fino a Napoli. Un’altra scossa è seguita 5 minuti dopo (magnitudo 5.4) e a pochi chilometri di distanza, più vicina a Norcia, dove sono registrati danni e ad Amatrice, con un ipocentro più in profondità, a 7 chilometri. Sono registrati numerosi crolli di edifici. Altre tre scosse sono seguite poco dopo. Si registrano forti danni a Castelluccio di Norcia. I viglili del fuoco parlano di danni anche a Gualdo e Mogliano nel Maceratese.
Il maggior numero di danni al momento si registra nella zona di Amatrice, nella parte settentrionale della provincia di Rieti che in questo periodo ospita molti turisti. Nelle Marche il sisma ha provocato crolli “a macchia di leopardo” in tre province: Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. I danni maggiori si registrano ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto (Ascoli), e ad Amandola (Fermo), dove è caduto un cornicione dell’ospedale Mogliano e Gualdo (Macerata).
“Ad Amatrice i morti già accertati sono 64, ma sono destinati ad aumentare. Il paese non esiste più”, ha detto all’Ansa il sindaco della cittadina Sergio Pirozzi, secondo il quale ci sarebbero ancora numerosi dispersi. “I soccorritori stanno facendo il massimo, tirano ancora gente viva da sotto le macerie – ha aggiunto Pirozzi -, ma il bilancio dei morti peggiorerà sicuramente”. Il sindaco si trova ora nella parte meridionale di Amatrice, dove si lavora senza sosta tra le case distrutte.

La scossa è stata avvertita chiaramente anche in tutta Roma, non solo nei piani alti degli edifici. Molte persone sono scese in strada. Alla prima scossa, che ha fatto oscillare con evidenza i lampadari, ne sono seguite almeno altre due più leggere. Poi alle 4:33 una scossa molto più forte, quasi quanto la prima, ma più breve: 6 secondi rispetto ai 14 di quella iniziale. Al momento a Roma non vengono segnalati danni e il 115 invita a seguire le notizie sul web e in tv. La prima scossa è stata sentita in quasi tutta l’Italia centrale innescando chiamate ai centralini delle forze dell’ordine. La zona dell’epicentro è considerata ad alto rischio sismico. Il capo del Dipartimento della protezione civile Fabrizio Curcio ha convocato il Comitato operativo dopo la scossa di terremoto.

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