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lunedì 8 agosto 2016

CI VUOLE UNA NUOVA VISIONE CULTURALE

LA PARCELLIZAZIONE DELLE IDEE E LA COLONIZZAZIONE CULTURALE DELLO STARS SYSTEM

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di Marigo Giandiego
(riprendo, attualizzandolo, nel caldo agostano un articolo datato, ma pur sempre attuale … perchè diciamocelo questo sistema cambia molto, molto lrntamente, anzi non cambia affatto)
Sono, lo premetto, un intellettuale di strada, un poeta straccione, uno scrittore inedito, va detto, prima di affrontare l’argomento di cui voglio parlare. Per permettere ai molti che lo volessero fare di inveire sulla mia invidia e sulla mia frustrazione, suvvia esiste la libertà di pensiero … oh no?
E’ palese, palpabile, evidente e gravosa la necessità d’una Visione Culturale Altra da quella sistemica. È un bisogno facilmente individuabile nella costante ripetitività, della litania, soprattutto pseudo intellettualistica, sulla necessità d’un soggetto altro e innovativo in quell’AreA che chiamammo sinistra. La si individua, però, anche nel prurito sempre più evidente di intellettuali sino ad oggi sistemici, che dalla conformità allo status quo hanno tratto tutti i vantaggi possibili e che oggi “sentono” la necessità incontenibile di “esporre” il proprio pensiero “rivoluzionario”.
Un inciso mi pare doveroso, una domanda … Di cosa si nutre però questo soggetto? Cosa costituisce il suo humus … la terra di coltura di quest’area e di questo pensiero … su cosa si fonda, in questi anni in cui il movimento operaio tende a scomparire con la medesima velocità con cui il concetto di lavoro si modifica. Non intratteniamoci , per il momento, su questa modificazione solo formale, ma badiamo alla sostanza. 
Pur permanendo l’analisi classista della società essa si modifica e cambia, aggiornandosi, modificandosi con il modificarsi dei rapporti di potere. Il Potere trasmuta se stesso, percorrendo strade impreviste, pur di mantenersi e perdurare, per affermare questo si serve come ha sempre fatto della “Cultura Dominante” persino quando la traveste da ignoranza
Dicevamo di cosa si dovrebbe nutrire questo nuovo soggetto? Di cosa dovrebbe nutrirsi qualsivoglia pensiero d’alternativa e di cambiamento?
 di cosa se non di comportamenti, visioni, mode e modi, ma soprattutto d’un punto di vista che derivi da una descrizione del mondo altra rispetto a quella che ci fornisce la cultura corrente (o la non cultura se preferite).
Questo punto di vista dovrebbe derivare anche, così come è sempre stato dalla presenza di un movimento culturale …. dalla presenza di un pensiero diverso da quello corrente, che lo sappia rappresentare e diffondere, trasformandolo in “comportamenti originali” ed in manifestazioni visuali , scritte e/o cantante, dipinte disegnate o scolpite … comunque si voglia manifestate in modo sintetico e visuale … artistico. 
Una manifestazione non necessariamente e solo materiale che nutra i motivi, il senso, le ragioni e le filosofie nonchè lo spirito e che sottenda implicitamente una scelta di vita, ma attenzione, come può avvenire tutto questo se la “confusione” si realizza innanzi tutto nel come l’intellettuale, soprattutto quello ” Vestito d’alternativa” vede sé stesso? Basta un vestito pezzato per fare Arlecchino?
Sono moltissimi per esempio i gruppi musicali o anche i cantautori che potrebbero, in qualche modo, incarnare l’embrione di questa scelta, ma essi, per primi, vedono sé stessi all’interno dello  Stars System, e riproducono modalità e percorsi del tutto funzionali al sistema, pretendendo anzi di appartenervi e di goderne gli effetti, annullandosi al suo interno e perdendo ogni deterrenza o pericolosità.
Stesso discorso vale, per esempio per i “comportamenti” dell’area M5S che nascendo da una premessa solo “formale e mai sostanziale” di discussione del sistema non incidono e non modificano, ma “emendano in senso vuotamente moralistico” la realtà delle cose. perchè rilevarli? Perchè essi hanno pretesa culturale e si descrivono come un cambiamento rivoluzionario che non sono affatto. Conservando al proprio interno le modalità d’un rapporto culturale identico a quello già presente nella società e riproducendolo tal quale al èproiprio interno, nei normali rapporti fra le persone (si prendano ad esempio alcune manifestazioni esteriorizzate di tale assenza di discussione sostanziale … come la Mosca Tze-Tze, piuttosto che non lo stesso Blog di Beppe, ma comunque l’assenza, se non per scelta personale, d’una analisi comportamentale che produca il vero cambiamento).
Fatto sta che concentrando la discussione sulla correttezza formale e su un’etica interclassista, pragmatica e praticabile senza discussione dei reali rapporti di potere esistenti nella società essi ne “banalizzano” la portata limitandosi ad una moralizzazione di superficie che cambia tutto per non cambiare nulla. il che è perfettamente in stile con il “Trangugia Digerisci e Riproponi in kit di montaggio vendibile, del sistema”
Ma torniamo al discorso da cui siamo partiti. Come possono queste analisi, “comportamenti”, queste “filosofie” insidiarsi ed infettare beneficamente la società se coloro che le portano sono, in prima persona, portatori d’un modello negativo? o peggio di nessun modello.
Fare una conferenza “di livello”, un concerto “partecipato”, proporre una qualsiasi opera d’intelletto oggi costa moltissimo e questo è, di fatto, il principale ostacolo alla loro diffusione. I produttori di arte però non prendono posizione su questo anzi lo avvalorano quando sia a loro vantaggio, criticandolo solo quando accade loro di esserne fuori. Questo, purtroppo non vale solo per le tematiche“normalizzate” ma anche tristemente per quelle teoricamente altre”.
Questa è discussione annosa, nessuno qui sta proponendo la gratuità della cultura (vecchio slogan fallimentare) o il fatto che l’operatore culturale debba essere men che un professionista, ma altro è che debba guadagnare moltissimo (in modo assolutamente spropositato rispetto ad un lavoratore) e pretenda d’essere riconosciuto come qualche cosa di più che non un artigiano del pensiero ed un interprete professionale della creatività, un mediatore ed un diffusore … un operatore alla fine, pur nobile, di qualche cosa che è … a prescindere dalla sua tecnica, una umana espressione e quindi quel che ne dovrebbe conseguire sarebbe una umanizzazione del gesto artistico … la non  divinizzazione di una interpretazione, per quanto valida, ma l’esaltazione e la facilitazione dell’utilità sociale e della fruibilità della stessa. Che cento fiori nascano e mille scuole gareggino
Lo Stars System è invece un modus che penalizza i molti per esaltare a dismisura alcuni, molto al di là e decisamente al di fuori di ogni loro reale merito, pur presente e riconosciuto. Soprattutto laddove la logica di giudizio permane sistemica e quindi funzionale alla struttura di potere nella quale sopravvive e prospera. 
Se il modus in cui si stende questa ipotetica classifica voloriale è quello dell’esaltazione iconica dei calciatori o della divinizzazione di questo o quel rockettaro o peggio la dipendenza dalla verità dei giornali o dei politici come si può anche solo supporre ch’essi possono trasportare un messaggio diverso da quello d’un sistema che monetizza l’anima considerando che tutti questi interpreti premettono il danaro come “centro di gravità” di ogni loro azione? 
Se essi si asservono alla divinità inventata da questo sistema come possono essere contemporaneamente “asistemici”
E’ per questo che, a mio umilissimo parere qualsiasi discussione su “circuiti alternativi” o su soggetti politici che vogliano smuovere altro che non la mera superficie dello stagno, non può fondarsi sul nulla. L’entrata in gioco di utopistiche Aree che rappresentino non solo il disagio materiale ma anche quello spirituale e filosofico, che vogliano quindi premettere “un cambiamento reale” e non soltanto delle chiacchiere più o meno urlate ; bene per parlare di tutto questo si deve iniziare dalla discussione dei ruoli e delle “funzionalità” degli “intellettuali” che li veicolano. 
Una discussione sull’avanguardia non nel suo ruolo , ma nella sua essenza, nei suoi doveri prima che nei suoi, eventuali, compiti. Questo vale per tutti leader, organizzatori politici pensatori autorizzati .
Filosofi più o meno indipendenti, Artisti conseguentiIntellettuali appartenenti e liberiCritici d’arte altri ed interpreti dell’avanguardia e dell’alternativacomici ed attori più o meno satirici e asistemici.
Perchè mai , per esempio un docente universitario dovrebbe pretendere 2500-3000 euro per una conferenza che riguarda la necessità di ribellarsi al giogo dell’elite europeista o l’umanizzazione del marxismo? Eppure succede … quotidianamente.
Ed ancora perchè un cantante dovrebbe essere pagato migliaia di Euro per riprodurre un lavoro d’alternativa.o per esprimere un disagio sociale condiviso? Qual’è il valore trasportato il contenuto di quel che dicono, la necessità di cui parlano oppure il numero di appartamenti che il loro lavoro produce?
E se questo è il valore in cosa è alternativo da quelli che il sistema ci impone?

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