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giovedì 11 agosto 2016

CHE COSA UCCIDE DI PIU' GLI ANIMALI?

I killer della biodiversità? Aratri e pallottole uccidono più animali del cambiamento climatico


LA STAMPA 11/08/2016
Cosa minaccia la fauna selvatica? Diversamente da quanto si possa pensare, non è il riscaldamento globale il più grande killer della biodiversità. Caccia, agricoltura e bulldozer stanno mettendo a rischio sempre più specie.  
I ricercatori dell’Università del Queensland, in Australia, hanno studiato 8.688 specie a rischio d’estinzione e scoperto che tre quarti di loro devono fare i conti con gli effetti del commercio, del turismo e dell’industrializzazione dei loro habitat.  

Anche se non si tratta dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento, la mano è sempre quella dell’uomo, a partire dall’espansione agricola e dalla creazione di fattorie, allevamenti e piantagioni di materie prime. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, vuol far riflettere sull’altra faccia dell’avanzamento umano. E lo fa aggiornando la «Red list» dell’Iucn, la lista rossa l’Unione internazionale per la conservazione della natura, che sarà presentata nel prossimo World Conservation Congress, dall’1 al 10 settembre alle Hawaii. 

AP

Il rinoceronte di Sumatra, il gorilla occidentale e il Chinese pangolin, per esempio, sono tutti illegalmente cacciati a causa della crescente richiesta sul mercato di loro parti del corpo e per la carne. Un ritmo di caccia non sostenibile che sta contribuendo al declino di oltre 4 mila specie che vivono nelle foreste. L’intensificazione delle attività agricole sta mettendo a repentaglio 5.407 specie, fra cui il ghepardo africano, la lontra dal naso peloso asiatica e il guemal, cervo originario delle regioni montuose di Argentina e Cile. 

AP

I cambiamenti climatici - inclusi l’aumento di tempeste, inondazioni, temperature estreme, siccità e l’innalzamento del livello del mare - minacciano “solo” il 19% degli animali a rischio: 1.688 specie, fra cui la foca dal cappuccio. «Questo dimostra che bisogna mettere l’eccessivo sfruttamento e l’attività agricola al primo posto della nostra agenda sui rischi per la conservazione della fauna», afferma il ricercatore Sean Maxwell dell’Università del Queensland. «Abbiamo scoperto cosa sta realmente compromettendo la biodiversità, quindi è il momento di intraprendere azioni per limitare questo fenomeno». 

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