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giovedì 4 agosto 2016

CAIRO E' IL PADRONE DI RCS

Rcs. Cairo: “Sono presidente e ad con tutte le deleghe”

ARTICOLOTRE
urbano cairo-Redazione–  Prima il controllo, ora del redini del gruppo Rcs.
Urbano Cairo è il nuovo presidente e amministratore delegato di Rcs. Prende il posto di Maurizio Costa e di Laura Cioli. La manager, riuscita nell'obiettivo non scontato di riportare, in soli dieci mesi, la società all'utile nel secondo trimestre, lascia con una buonuscita di 3,75 milioni di euro lordi.
 Cioli si è dimessa con Costa e Gerardo Braggiotti per far spazio all'editore de La 7 e ai suoi rappresentanti, Marco Pompignoli e Stefania Petruccioli, in quota rosa. Con Stefano Simontacchi, già presente nel board di via Rizzoli, la squadra di Cairo Communication può contare così su quattro nomi. Altri tre consiglieri sono espressione della vecchia maggioranza (Teresa Cremisi, Tom Mockridge e Mario Notari), due i rappresentanti dei fondi (Dario Frigerio e Paolo Colonna).
Fatto il rimpasto, profondo, il consiglio-ponte resta ora in carica fino all'assemblea convocata il 26 settembre per la nomina del nuovo Cda. Da quella data saranno efficaci anche le dimissioni presentate, nel corso della lunga riunione odierna, da Cremisi, Notari, Frigerio e Simontacchi.
A quel punto Cairo, uscito vincitore 20 giorni fa con la sua Opa contro l'offerta di Andrea Bonomi e dei soci storici di Rcs e da venerdì scorso arrivato al 59,69%, avrà completato il riassetto al vertice. Presto l'imprenditore potrà mettersi all'opera per rilanciare il gruppo.
 ''Ci sono tante cose da fare e prima si comincia e meglio è'', ha dichiarato anticipando che domani (oggi, ndr) si recherà in via Solferino per una visita e per salutare il direttore del Corriere della Sera. "Non sono ancora al lavoro perché ci sono dei tempi tecnici. Sulle cose da fare nei primi cento giorni non dico nulla perché quello che faremo lo vedrete con i vostri occhi" ha aggiunto al termine del board di Rcs. Prima della 'rivoluzione' il consiglio ha approvato i conti del secondo trimestre, tornato all'utile per 19,9 milioni (da un perdita di 60,2 milioni nello stesso periodo dell'anno scorso), per la prima volta dal terzo trimestre del 2012. I ricavi sono scesi dell'1,9% a 284,3 milioni nei tre mesi e del 2,9% a 504,1 milioni nel primo semestre, periodo che la società ha chiuso ancora in perdita per 2,1 milioni (da un rosso di 95,4 milioni dei primi sei mesi del 2015). Ma anche nel semestre il risultato netto sarebbe positivo dello stesso ammontare se non fossero gli gli oneri legati all'Opas di Cairo e dell'Opa di Imh.
 "Lascio un'azienda più solida e pronta ad affrontare da leader ogni sfida di mercato'', ha commentato la Cioli. Interpellato invece sui ricorsi presentati da Imh e Della Valle, l'editore de La 7 ha sottolineato che "Noi abbiamo operato in modo limpidissimo''

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