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martedì 2 agosto 2016

BRUCIATA VIVA DALL'EX FIDANZATO

Lucca, bruciata viva: un altro ex si fa maschio boia

LUCCA – E’ arrivato con una tanica di benzina, pochi secondi per buttargliela addosso e appiccare le fiamme. Vittima, ora in gravissime condizioni, di questo ennesimo maschio boia è una donna di 46 anni che lavora nell’ospedale di Lucca come barelliera. Ha avuto la forza di dire ai soccorritori il nome dell’uomo, che è stato rintracciato e fermato. A quanto pare avrebbe negato ogni accusa.
E’ successo tutto in pochi secondi, intorno alle 13 del 2 agosto nella zona dell’obitorio dell’ex ospedale Campo di Marte. Sono le prime testimonianze a dirlo: i colleghi hanno riconosciuto l’aggressore in un ex fidanzato della donna. Ancora una donna aggredita, quasi uccisa, per “punizione” da un ex geloso, che non si rassegna.
Alcuni colleghi hanno udito le urla e sono usciti con secchi d’acqua a spegnere il fuoco. Sul posto sono subito intervenuti anche i vigili del fuoco, un’ambulanza e l’elisoccorso Pegaso che ha trasferito la donna in gravissime condizioni al centro grandi ustionati di Pisa. Qualche dettaglio da Il Tirreno:

La donna, una dipendente di una cooperativa esterna che lavora per l’Asl, starebbe lottando tra la vita e la morte. Dalla prima ricostruzione ad aggredirla sarebbe stato un uomo, anche lui dipendente della stessa cooperativa, che poi è fuggito. La donna era arrivata sul posto con la propria auto, e lo stesso aveva fatto il suo aggressore. Non è escluso dunque che i due si fossero dati appuntamento, solo che, stando alla prima ricostruzione, l’uomo sarebbe arrivato con l’intenzione di aggredire la donna. Dalle testimonianze è emerso infatti che l’uomo si è presentato con una tanica di benzina, che avrebbe versato addosso alla vittima mentre questa stava scendendo dall’auto. A quel punto la donna, capite le intenzioni, ha provato a fuggire me il suo carnefice l’ha raggiunta riuscendo a innescare il fuoco. A dare l’allarme e a prestarle i primi soccorsi, spegnendo le fiamme con dei secchi d’acqua (e forse salvandole la vita) alcuni operai in servizio in un edificio dell’azienda sanitaria.

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