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martedì 30 agosto 2016

APPLE DEVE PAGARE 13 MILIARDI ALL'IRLANDA

Stangata Ue, Apple dovrà pagare 13 miliardi 

Il produttore di iPhone sanzionato per i benefici fiscali concessi dall’Irlanda: «Rappresentano aiuti di Stato». Nel 2014 l’imposta su misura sui profitti di 0,005%. Tensione Bruxelles-Washington. Sia Cupertino che Dublino pronti a fare ricorso
AFP

LA STAMPA 30/08/2016
INVIATO A BRUXELLES
Stangata da 13 miliardi di euro per Apple. La commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager annuncia la sanzione per il colosso di Cupertino, accusato di aver beneficiato di un trattamento fiscale di favore da parte del governo irlandese: «Non è una punizione - spiega -, sono tasse non pagate che vanno pagate». Ora Apple dovrà restituire la somma con tanto di interessi. 

23 ANNI DI FISCO SU MISURA  
L’inchiesta sul fisco su misura - in vigore dal 1991 al 2014 - è stata aperta due anni fa da Bruxelles (quando il commissario alla Concorrenza era Joaquín Almunia) e oggi è arrivato il verdetto. Soltanto ieri il documento con i dettagli dell’indagine, racchiusi in 130 pagine, è stato presentato dalla commissaria Vestager ai suoi colleghi dell’esecutivo comunitario.  
IL TASSO? ZERO VIRGOLA...  
Per Bruxelles, Apple e Dublino avrebbero messo in piedi un sistema che, attraverso diverse società con filiali fuori dall’Irlanda, ha permesso all’azienda americana di pagare imposte a un livello nettamente inferiore rispetto ai ricavi effettivamente sostenuti in Irlanda. Il tasso di cui Cupertino ha usufruito è dello 0,5%, nel 2014 sceso a 0,005%, anziché il 12,5%. Tutto questo in cambio di posti di lavoro (sono 5.500 gli irlandesi che lavorano per Apple). Per Bruxelles si tratta di un aiuto di Stato illegale che viola le norme Ue e crea distorsioni alla concorrenza.  

I PRECEDENTI  
Casi più o meno simili, anche se di entità decisamente inferiore, avevano coinvolto in passato aziende come Starbucks in Olanda e Fiat in Lussemburgo (i dossier sono all’esame della giustizia europea), mentre altre indagini sono state aperte dall’Antitrust di Bruxelles su presunti trattamenti fiscali di favore per Amazon e McDonald’s, sempre in Lussemburgo. Finora la multa più pesante era stata inflitta al colosso francese dell’energia Edf, costretto a restituire al governo di Parigi 1,37 miliardi di euro perché accusato da Bruxelles di aver beneficiato di aiuti fiscali.  

IL RICORSO E LE TENSIONI UE-USA  
Apple si difende respingendo le accuse di frode: «Secondo l’Ue, l’Irlanda ci ha permesso di avere un trattamento speciale – aveva detto Tim Cook in una intervista al Washington Post –, ma non è così. Tutto è stato fatto secondo la legge irlandese, che poteva essere applicata anche ad altre aziende». In quell’intervista, Cook annunciava che certamente Apple farà appello alla Corte di Giustizia in caso di condanna. Lo stesso farà anche il governo irlandese, che sostiene di aver fatto le cose in regola: «Sono in profondo disaccordo con la decisione della Commissione», ha commentato a caldo il ministro delle Finanze irlandese, Michael Noonan. «Il nostro sistema di tassazione è fondato sulla stretta applicazione della legge, come stabilito dal Parlamento, senza alcuna eccezione».  

L’AVVISO DI CUPERTINO: “INVESTIMENTI E POSTI DI LAVORO A RISCHIO”  
Apple reagisce con un comunicato in cui fa sapere che la decisione della Commissione Ue «avrà un effetto profondo e dannoso sugli investimenti e la creazione di posti di lavoro in Europa». Per Cook il focus del problema è altrove e riguarda le relazioni internazionali tra i Paesi. E infatti il governo statunitense è corso in aiuto della Mela, accusando l’Ue di essere diventata un’autorità fiscale sovrannazionale che ha preso di mira in particolare le grandi aziende americane. Soltanto pochi giorni fa il dipartimento del Tesoro ha pubblicato un Libro Bianco in difesa delle proprie multinazionali. Ora che è arrivata la maxi-multa, dunque, le reazioni da Washington non si faranno attendere. E gli esiti dello scontro sono imprevedibili.  

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