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giovedì 11 agosto 2016

ALTRA STRAGE AD ALEPPO NONOSTANTE LA TREGUA

Ad Aleppo scontri nonostante la tregua. Attacco con “gas tossici” : 4 morti e feriti

La denuncia: sganciati barili bomba contenenti cloro. Fonti militari smentiscono
REUTERS

LA STAMPA 11/08/2016
Un attacco con gas tossici avrebbe colpito nelle ultime ore un distretto della città siriana di Aleppo sotto il controllo dei ribelli. Secondo la denuncia riportata da alcuni siti di notizie, vicini all’opposizione siriana, nell’attacco sera sono stati sganciati «barili bomba contenenti cloro» e si contano almeno quattro morti.  

Tra le vittime, stando a `Shaam´, ci sono una donna e il suo bambino. L’attacco ha colpito il quartiere di Zabadiya. Diverse persone, aggiunge il sito di notizie, hanno avuto difficoltà respiratorie. Le persone rimaste feriti sarebbero oltre 50. Fonti militari siriane citate dall’agenzia Ap hanno smentito, però, che nei bombardamenti su aree controllate dai ribelli siano stati usati ordigni al cloro. Un alto ufficiale che ha voluto mantenere l’anonimato ha detto che la presunta notizia è stata fabbricata dai miliziani insorti e che l’esercito siriano non userebbe mai armi chimiche. 

SCONTRI AD ALEPPO NONOSTANTE LA TREGUA  
Scontri ad Aleppo tra i gruppi ribelli e le forze governative nonostante l’entrata in vigore di una tregua di tre ore (dalle 10 alle 13 locali) annunciata ieri dalla Russia. Lo rendono noto fonti locali. Ieri Mosca, alleata del presidente siriano Bashar al Assad, aveva annunciato l’avvio di un cessate il fuoco quotidiano per facilitare la consegna degli aiuti umanitari. Oggi, intorno alle 10.45 locali (le 9.45 in Italia) Mohammed Rasheed, portavoce del gruppo ribelle Jaish al-Nasr, ha fatto sapere che fin dal mattino le truppe governative «hanno cercato di avanzare nella zona di Ramousah, dove è stato avvistato un forte aumento di aerei da guerra russi». Una televisione di stato siriana ha annunciato oggi che l’esercito era avanzato nella notte di mercoledì sotto la copertura di raid russi vicino alle posizioni dei ribelli.  

L’APPELLO DEI MEDICI A OBAMA  
Un appello al presidente Usa Barack Obama affinché intervenga per imporre una no-fly zone su Aleppo, per fermare gli attacchi, per salvare i civili intrappolati nella città arriva dagli ultimi medici rimasti nei quartieri orientali sotto il controllo dei ribelli. L’appello è contenuto in un messaggio firmato da 29 dottori che lanciano l’allarme: se gli attacchi contro le strutture mediche continueranno con la stessa intensità dell’ultimo periodo, nell’arco di un mese potrebbe diventare impossibile garantire cure mediche.  

Nella loro lettera i medici denunciano come nell’ultimo mese ci siano stati 42 attacchi contro strutture sanitarie in Siria e come dal 2011 abbiano visto «pazienti, amici e colleghi morire con grandi sofferenze». Ricordando il loro impegno ad aiutare chi ha bisogno di cure mediche, chiedono a Obama di «fare il suo dovere allo stesso modo». «Non abbiamo bisogno di lacrime né di solidarietà e neppure di preghiere: abbiamo bisogno - si legge, come riporta la Bbc - di un’area senza bombardamenti nella parte orientale di Aleppo e di un’azione internazionale per garantire che ad Aleppo non ci sia un nuovo assedio». La comunità internazionale, denunciano i medici, ha «sottolineato quando sia `complicata´ la situazione siriana ma ha fatto poco per proteggerci». «Le recenti offerte da parte del regime e della Russia di lasciare la città suonano come velate minacce: fuggire ora o affrontare quale destino?», aggiungono.  

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