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martedì 19 luglio 2016

ZEROCALCARE HA USATO PARLARE DI CARLO GIULIANI

Il peccato mortale di Zerocalcare: aver detto la sua su Carlo Giuliani

zerocalcare

Il noto fumettista lancia un evento a Genova per ricordare il ragazzo ucciso durante il G8. Mai lo avesse fatto

Zerocalcare, noto fumettista, ha lanciato sui social un evento a cui parteciperà a Genova dedicato a Carlo Giuliani. Mai lo avesse fatto. Si è scatenato un flame di commenti negativi contro lui e contro il giovane ucciso durante il G8.
Ciao, non tolgo mai un c*** degli insulti a me o al mio lavoro e non ho mai cancellato un commento in vita mia. Dopodiché quella di Genova è la storia mia, sono le ore e i giorni che mi hanno cambiato la vita e che ancora adesso mi fanno venire i brividi e il nodo alla gola. E’ una storia di vita e di morte e di un ragazzo ammazzato per strada e di persone che a 15 anni di distanza sono ancora in carcere, mentre altri venivano promossi e facevano carriera. Non è una partita di bocce e non è una cosa su cui sono disponibile a fare dibattiti e scambi di opinione con chi si esprime in questi termini.
Per cui da adesso su sto post questa roba la levo perché su questa pagina non ci può stare, non è che vale proprio sempre tutto. Ciao.

zerocalcare

ZEROCALCARE, CARLO GIULIANI E LA POLEMICA INFINITA

«Il ragazzo di 15 anni non manifestava pacificamente, ma col passamontagna e un estintore alzato contro una camionetta dei carabinieri», commenta Bernardo. I commenti, che il fumettista ha ricevuto, sono anche di tenore più basso. «Vergognoso ricordare un imbecille, delinquente, che ha tentato di uccidere carabinieri», ha aggiunto Massimo. Sotto questo status si è scatenato un lungo flame.
guarda la gallery: 
Senza che Zerocalcare abbia indicato colpevoli o vittime sotto si scatena una pioggia di commenti: dall’analista politica al testimone ce c’era al G8 (ma anche no perché era fuori città), dal difensore delle forze dell’ordine al giustizialista. Il peggio del peggio. Tra l’amarezza dell’autore, dei suoi fan e di chi invece aveva percepito realmente il significato di quel post: ricordare semplicemente quei giorni che hanno cambiato l’Italia. Invece no, si gioca a puntare il dito, giocando a “Forum” sui social network. Eppure quei giorni lì non sono stati un gioco: dalla mattanza alla Diaz fino alla morte di un manifestante. Dal caos nelle fila della polizia a quello dei manifestanti pacifici, che sfilavano senza staccare sampietrini dall’asfalto. Nulla da fare:. tutto finisce in caciara. Purtroppo.

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