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lunedì 11 luglio 2016

VIVA EL PORTUGAL!

La prima volta

Francia ko, Portogallo campione d’Europa: non era mai successo. Bleus beffati ai supplementari in casa: è davvero l’anno delle favole
REUTERS
L’esultanza portoghese per il primo titolo europeo: Ronaldo alza la coppa

LA STAMPA 11/07/2016
INVIATO A PARIGI
È davvero l’anno delle favole: dopo il Leicester di Claudio Ranieri, il Portogallo di Fernando Santos e, ieri sera, di Rui Patricio (fenomenale) molto più di Cristiano Ronaldo, azzoppato e fuori in lacrime dopo venti minuti. Da sfavorito, e senza la sua star, ha battuto la Francia che pure era superiore in tutto e giocava nella sua arena. Ripescato come terzo del gruppo F, dietro a Ungheria e Islanda, il Portogallo s’è così ripreso quell’Europeo che la Grecia gli aveva levato nella finale di Lisbona, dodici anni fa. Dal triste fado di quella notte, al fracasso di questa. La Francia, al contrario, non aveva mai fatto prigionieri, in casa: da Platini (Europeo 1984) a Zidane (Mondiale 1998), il cielo di Parigi era stato sempre nel blu dipinto di «Bleus». Alla fine, oltre che commovente, è stata una vittoria logica e meritata: «les Bleus» hanno giocato timorosi, ancor prima che male, e hanno fallito i colpi vincenti che pure hanno avuto. Perso Ronaldo, Santos ha preparato una partita molto «italiana», sabotando l’avversario e fiondandosi davanti, ogni volta che poteva. Fino al jolly pescato nel supplementare, da Eder. 

Pessimo Clattenburg  
Lo show, prima ancora che lo sport, era durato otto minuti, il tempo dell’entrata di Payet sul ginocchio sinistro di Ronaldo. Che stringeva i denti, oltre alla benda, ma che dopo una decina di minuti scioglieva fascia da capitano e lacrime. Clattenburg, peggiore in campo, neppure aveva fischiato fallo. Rimbombavano ancora le parole di Pierluigi Collina, boss dei fischietti Uefa, poco prima dell’Europeo: «Bisogna garantire l’incolumità fisica dei giocatori». Meno male. Per completare l’opera, l’arbitro inglese non vedeva un sospetto rigore: sul calcio d’angolo in arrivo, Koscielny affondava Fonte. La regia internazionale (e francese...) censurava il replay. Fuori Cristiano, dentro Quaresma e la sua «trivela», con assetto che si plasmava sul 4-1-4-1. Se non altro, si metteva a giocare Renato Sanches, insieme a Pogba, la gioielleria di centrocampo, tra record di precocità e valutazione: così così il portoghese, malino il francese juventino. Forse aveva ragione Conte (e ora Allegri): davanti alla difesa non è la sua posizione ideale. Un po’, si è anche giocato, con la Francia più pericolosa: gran volo di Rui Patricio sulla zuccata di Griezmann (10’) e respinta su fiondata di Sissoko (34’). Portogallo, ancora sotto choc per Ronaldo, non pervenuto. 
Rui Patricio paratutto  
Solo Francia appena si ricomincia. Anche meglio con Coman, che innesca il tempismo di Griezmann (deviazione volante di poco alta). Il Portogallo resiste, ma non riparte, neppure con la gambe di Renato Sanches: da Sissoko a Matuidi, ci sono sempre centometristi del suo livello. Ma resiste, soprattutto con Rui Patricio: bravissimo su Giroud, cui aveva posto la miccia ancora Coman, entrato con il piglio di Bayern-Juve. Ovvero, cambiando la partita. Ai lusitani restano gocce di antico talento: tiro cross di Nani, rovesciata di Quaresma, ma Lloris, più male che bene, c’è. A dieci minuti dal gong, è il primo del Portogallo. Ancora Rui Patricio sul missile di Sissoko. E dove non arriva il portiere, c’è il palo (di Gignac, al minuto 92). Conto di legni pareggiato nell’overtime (punizione di Guerreiro). Fa invece tombola Eder, fin lì super a difendere palla con le sue ante, ma da lontanissimo non era il suo mestiere. Il Portogallo aveva vinto una sola partita nei 90’, ma non aveva mai perso. Neanche ieri.  

L’esultanza in piazza del Portogallo

Il pullman per la festa francese era pronto (ma non ha portato fortuna)

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