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giovedì 14 luglio 2016

TERESA CHE NON E' LA THATCHER

Theresa May, la Tory che toglie aria ai Laburisti

AFP

LA STAMPA 14/07/2016
La nuova prima ministra britannica ha già fatto breccia. Pochi minuti dopo aver visto la regina per il passaggio delle consegne Theresa May si è rivolta a chi è molto, molto distante da Buckingham Palace. 

«Se stai facendo fatica, se lavori tutto il giorno, se la tua vita è una sofferenza, sto parlando a te», ha detto, fissando le telecamere con il numero 10 di Downing Street alle spalle. 

La premier ha promesso di sconfiggere l’«ingiustizia bruciante» della sperequazione sociale di un Regno Unito che si sente sempre meno unito e sempre meno attento ai bisogni di chi è stato dimenticato dall’economia moderna. 
È una mossa astuta da parte della May: conquistare il centro del quadro politico per togliere aria ai laburisti sempre più in crisi e isolare le ali estreme sia di destra che di sinistra. Lo ha spiegato proprio Alastair Campbell, l’ex guru mediatico di Tony Blair, su Twitter: «Bel discorso. Ora i laburisti stanno molto peggio».  

Ed è stata anche una mossa obbligata: May deve cercare di rimarginare un Paese che si è spaccato a metà sulla questione di Brexit, con pericolose tendenze al razzismo e all’intolleranza. Ma la promessa di essere un «one nation premier», un primo ministro per l’intera nazione, non è solo un’escamotage. Chi conosce la May dice che lei vede queste politiche come una missione inevitabile in un momento difficilissimo nella storia del Paese. 

Di Theresa May, premier quasi per caso, sapevamo poco prima di oggi. Ora sappiamo che non è Margaret Thatcher. 

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