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mercoledì 27 luglio 2016

SNOWDEN E IL TELEFONO ANTI INTERCETTAZIONI

Edward Snowden ha ideato una custodia per iPhone che impedisce le intercettazioni

L’ex consulente della NSA le cui rivelazioni hanno scatenato il datagate ha co-progettato uno speciale case che impedisce qualsiasi tipo di controllo da parte delle agenzie governative

LA STAMPA 26/07/2016
Si chiama «Introspection Engine» e non ha niente a che fare né coi motori, né con l’esistenzialismo francese. E’ il nuovo progetto di Edward Snowden, l’ex consulente della NSA diventato attivista contro l’abuso delle tecnologie per l’intercettazione e il controllo da parte dei governi. E’ una custodia per iPhone, progettata a due mani con il noto hacker americano Andrew «bunnie» Wang, che assomiglia ad un case con batteria, ma ha tutt’altra funzione. Si collega al telefono tramite lo slot SIM ed è in grado di tenere sempre sotto controllo lo scambio di informazioni fra il dispositivo e le reti cui è connesso, da quella cellulare al Bluetooth, passando per il Wi-Fi e il GPS.  

Un display sul retro informa dello status della connettività, per notificare sempre l’utente sulla possibilità di un’intercettazione in corso. Nel caso venga rilevato traffico anomalo il dispositivo può automaticamente spegnere il telefono per evitare che il possessore venga individuato e spiato.  

DISPOSITIVI DI TRACCIAMENTO  
Gli smartphone, con i loro moduli GPS, sempre autenticati sulle reti cellulari e zeppi di informazioni sensibili su chi li usa, sono uno strumento di controllo e tracciamento perfetto. Nemmeno la modalità aereo, che dovrebbe disattivare completamente Wi-Fi, Bluetooth e rete cellulare, mette al riparo dal rischio di essere intercettati. Secondo Snowden e Huang spioni particolarmente motivati e abili potrebbero facilmente manomettere la funzionalità per offrire un falso senso di sicurezza ad un’eventuale vittima.  
«Se avete un telefono acceso in tasca, un archivio di lunga durata dei vostri movimenti è già stato creato,» ha spiegato Snowden in collegamento video con il MIT Media Lab per la presentazione del progetto. «La vostra identità specifica legata al telefono non viene salvata solamente dalle compagnie telefoniche, ma può essere osservata quando attraversa l’etere da terze parti indipendenti e ben più dannose.» 

SOLO SULLA CARTA  
«Introspection Engine» per adesso è un concept di cui esiste solo un rendering preliminare. Non è dato sapere se e quanto Snowden e Huang ne avvieranno la produzione. Forse, dicono i due, qualcosa potrebbe concretizzarsi se arriveranno i finanziamenti giusti nel corso del prossimo anno, durante il quale i due lavoreranno assieme per raffinare l’idea. È anche una trovata mediatica funzionale alla campagna di sensibilizzazione e divulgazione sui temi della privacy e del controllo totale che l’ex-analista della NSA sta conducendo dal suo esilio in Russia. 

UNA PROTEZIONE PER I GIORNALISTI  
Una custodia anti-intercettazione sembra il tipico aggeggio per i più paranoici, utile al massimo alle spie dei film, ma in realtà è una soluzione speciale pensata per i soggetti a maggior rischio, come i giornalisti d’inchiesta e i «whistleblower». Coloro che, proprio come Snowden, decidono di rivelare pubblicamente i piani strategici di controllo globale che le agenzie governative vorrebbero mantenere segreti. Soggetti che ai piani alti attirano attenzioni tali da giustificare operazioni tecnologiche di controllo non convenzionali.  

«Un buon giornalista al posto giusto al momento giusto può cambiare la storia, [...] può spostare l’ago della bilancia prima di un confronto elettorale, [...] può influenzare il risultato di una guerra,» ha detto Snowden. «Questo rende [i giornalisti] obiettivi sensibili; sempre più spesso gli strumenti del mestiere vengono usati contro di loro. La nostra tecnologia inizia a tradirci non come individui ma come classi di lavoratori, in particolare coloro che si mettono di più in gioco nell’interesse pubblico.» 

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