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domenica 10 luglio 2016

LOTTA IN SUD SUDAN

Ripresi in Sud Sudan intensi combattimenti vicino a una base dell’Onu

Sono almeno 272 le persone uccise negli scontri tra fazioni rivali a Giuba

LA STAMPA 10/07/2016
Sono almeno 272 le persone uccise negli scontri tra fazioni rivali a Giuba, capitale del Sudan del Sud. Tra le vittime anche 33 civili secondo quanto riferisce una fonte governativa spiegando che oggi è scoppiata nuovamente una sparatoria in alcune parti della città. I combattimenti sono avvenuti nei pressi delle caserme e vicino ad una base dell’Onu. In un tweet, la missione Onu a Juba parla di scontri a fuoco con armi pesanti nell’area dell’Un House.  

I primi scontri sono scoppiati nella notte tra giovedì e venerdì davanti al palazzo presidenziale tra le truppe fedeli al presidente Salva Kiir e i soldati che sostengono vicepresidente Riek Machar. Dopo la calma di ieri, oggi sono stati avvertiti nuovi spari nei quartieri periferici di Gudele e Jebel.  


Gli scontri tra le opposte fazioni sono costati in due anni e mezzo decine di migliaia di morti e hanno provocato una grave crisi umanitaria in un Paese già poverissimo nonostante le ingenti riserve petrolifere. Nel quadro dell’accordo di pace di aprile, Machar è tornato a Juba come vice presidente nell’ambito di un governo di unità nazionale che non è riuscito a portare stabilità e sicurezza.  

Il Sudan del Sud sta lentamente uscendo da una guerra civile di due anni, iniziata nel dicembre 2013, alimentati dalla rivalità tra Kiir e Machar. La ripresa delle violenze nella capitale coincide con il quinto anniversario dell’indipendenza del Paese dal Sudan (9 luglio 2011), acquisita dopo una lunga guerra. 

Vista la situazione la Farnesina sul suo sito ha pubblicato un avviso nella sezione “Viaggiare Sicuri”: «Sono in corso scontri in diverse zone della città di Juba e la popolazione è stata invitata a rimanere all’interno delle proprie abitazioni. Si ricorda che i viaggi in Sud Sudan sono sconsigliati e si invitano i connazionali comunque presenti ad evitare spostamenti». 

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