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venerdì 29 luglio 2016

LMTX VS ALZHEIMER

Alzheimer: Lmtx, il farmaco che rallenta la malattia

ABERDEEN – Un farmaco innovativo potrebberallentare il processo dell’Alzheimerannunciano alcuni scienziati. Gli esperti affermano che somministrando la pillola due volte al giorno, sono riusciti a rallentare in modo significativo il declino mentale dei pazienti affetti dalla patologia.
Il farmaco, chiamato LMTX e presentato alla più grande conferenza mondiale sull’ Alzheimer, riesce anche a rallentare la velocità con la quale il cervello si restringe, causando malattie come la demenza.
Gli scienziati affermano che, in alcuni casi, i pazienti hanno mostrato un recupero eccellente. L’inventore, il prof. Claude Wischik, dell’Aberdeen University, durante la conferenza ha spiegato che i “notevoli risultati” permetteranno di richiedere entro il prossimo anno una licenza per il farmaco.
Il gruppo di scienziati spera, che entro tre o quattro anni, la pillola possa essere disponibile nel sistema sanitario nazionale e durante il congresso gli esperti hanno detto che questo farmaco potrebbe rappresentare “un significativo passo avanti nella storia della demenza”.
Tuttavia hanno comunque deciso di restare cauti, puntando ai fallimenti nel processo di prova, che significa che solamente il 15 per cento dei risultati può essere effettivamente utilizzato. Gli accademici affermano che i risultati sono certamente promettenti, ma invitano a maggiori prove affinché si possa dimostrare che il LMTX effettivamente funziona come suggerito dai risultati iniziali.
Rallentare il processo della demenza, permetterebbe alle persone di vivere più a lungo in maniera indipendente, posticipando il momento in cui devono abbandonare il lavoro per sottoporsi ad una cura. Diverse case farmaceutiche sono in competizione per diventare le prime a sviluppare un farmaco in grado di rallentare l’avanzamento della malattia ma questa nuova pillola, commercializzata da una piccola società denominata TauRX, con sede ad Aberdeen, sembra che potrebbe tenere testa ai giganti delle multinazionali farmaceutiche.
Il farmaco, infatti, affronta il problema in modo totalmente diverso rispetto agli altri trattamenti; è il primo a concentrarsi sui “grovigli” di proteine che distruggono le cellule nervose del cervello: dissolvendo la proteina “Tau”, riesce a fermare la formazione di altri “grovigli”.
La maggior parte delle aziende farmaceutiche, invece, finora si sono focalizzate su una proteina che blocca le funzioni del cervello, chiamata beta-amiloide, ma una serie di fallimenti ha fatto si che gli esperti si chiedessero se stessero andando nella giusta direzione.
Durante alcuni test di memoria e di semplici compiti giornalieri, i pazienti in cura con LMTX hanno mostrato, durante una cura di 15 mesi, un declino rallentato dell’85 per cento rispetto a chi assumeva delle “pillole placebo”.
Alcuni, però, sono ancora scettici, mettendo in evidenza che il farmaco, durante l’ultimo test, è stato effettivamente testato solo su 135 persone. La prova coinvolgeva 891 persone in totale, quindi un buon numero di pazienti, ma il farmaco non è stato efficace in quanto l’85 per cento assumeva un altro tipo di trattamento per demenza, cosa che ha fatto capire solo dopo, al prof. Wischik, che il LMTX non sarebbe stato totalmente efficace.

Nel restante 15 per cento, ossia tutti coloro che hanno preso la pillola senza avalersi di altre terapie, i risultati si sono mostrati sorprendenti, ma gli esperti hanno invitato il team a svolgere nuovi test, portando un numero maggiore di prove.

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