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lunedì 4 luglio 2016

L'INGHILTERRA TAGLIA LE TASSE ALLE IMPRESE

Brexit, la risposta di Londra all’Ue è il taglio delle tasse alle imprese

L'obbiettivo è creare un'economia "supercompetitiva", la via è la concorrenza fiscale

Se dal lato politico il post Brexit è un panorama di assoluta confusione, con Boris Johnson ritirato dalla corsa al ruolo di prossimo primo ministro e Nigel Farage appena dimessosi dalla guida dell’Uikp, su quello economico c’è chi si prende la briga di provare a governare la situazione cercando risposte concrete al prossimo isolamento rispetto al mercato comune europeo. E la prima ipotesi è quella di diventare un’economia supercompetitiva tramirte l’abbattimento delle tasse sulle imprese, che potrebbe spingere tante imprese a spostarsi a Londra o comunque nel Regno Unito.
In primo piano sul Financial Times il programma in cinque punti del cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito, George Osborne. Intervistato dal quotidiano, il ministro, pur ribadendo la preoccupazione per le conseguenze economiche del voto per l’uscita dall’Unione Europea, esorta a guardare avanti e, nonostante la sconfitta referendaria, rivendica un ruolo guida nel dar forma alla nuova economia del paese.Il titolare del Tesoro annuncia una riduzione dell’aliquota fiscale per le imprese sotto il quindici per cento, dall’attuale venti, per incoraggiare gli investimenti: la tassazione scenderebbe quasi al livello di quella irlandese (12,5 per cento), con possibili polemiche da parte dei contribuenti sul trattamento di favore per le multinazionali. Promuovere gli investimenti da parte della Cina; assicurare sostegno al credito; raddoppiare gli sforzi per la “potenza settentrionale” e mantenere la credibilità fiscale sono gli altri obiettivi del suo piano.
Per inseguire un obiettivo di questo tipo – a cominciare dal dumping fiscale tanto temuto nell’Ue – servono quattrini che Osborne non ha specificato come e dove pensa di raccogliere. È evidente che la disciplina di bilancio sarà allentata e che le intese commerciali con la Cina rilanciate in modo aggressivo. Il cancelliere ha infatti ribadito che la politica sui visti sarà resa molto più agevole per gli investitori di Pechino. In questo senso è possibile un’altra visita ufficiale in Cina entro l’anno, finalizzata a mantenere l’afflusso di investimenti.

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