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giovedì 14 luglio 2016

LE FALSE COOP

FALSE COOP. PER UN JOBS ACT VERO!

jobs-act

di giandiego

Nella mia vita c’è stato un lungo periodo di follia e dolore, esso ha corrisposto alla perdita coatta di tutti i miei beni materiali ed alla chiusura della mia piccola azienda artigiana. Certo questo mi ha fatto evolvere spiritualmente, ma fisicamente mi ha arrecato molto dolore. Perché ve lo racconto? Ovviamente , come suole, non per pietire, ma per narrare.
In questo periodo terribile, che ancora perdura con Equitalia ed i creditori che mi azzannano costantemente, un episodio, fra gli altri, mi ha portato molto vicino al suicidio (quanti hanno preferito quella strada ad una vita, ininterrotta di umiliazioni?)sono stato vittima di una falsa coop. ( benedetta dalla Cisl e da CL, va detto). Uno di quei mostri di ingiustizia e sfruttamento che abbondano ed infestano la logistica.
Ed esattamente di una di quelle “cose” che gestisce le consegne per DHL, UPS … ecc…ecc. (le multinazionali non si sporcano le mani in prima persona … esternalizzano anche la vergogna) Ed ancora perché ve lo racconto? Cosa vi interessa delle umiliazioni, degli insulti, dell’assenza totale d’ogni diritto, dell’assenza della tutela della malattia, delle ferie, della pretesa di portare a termine molto più lavoro di quanto fosse umanamente possibile e giusto … dell’insulto quotidiano e della spinta costante ed ininterrotta alla resa ed all’assoluta, impossibile efficienza? Nulla forse, in quel periodo cercai di narrare questa cosa, ma in pochi mi ascoltarono, quando sentivano della benedizione della Cisl, anche “i comunisti” della CGIL facevano, immediatamente, orecchie da mercante.
Oggi il Jobs Act, ce lo dicono alcuni giornali (ogni tanto la verità trapela persino dal Mainstreamcerto immediatamente coperta o rimossa),depenalizza la creazione di false coop o srl ai fini dell’abbattimento dei costi. depenalizzazione della “somministrazione fraudolenta” si chiama, che oggi potrà essere risolto con una piccola ammenda… ed è l’autorizzazione a delinquere nel mondo del lavoro.
Ultimo insulto ad una fetta di storia gloriosa e stupenda, ultimo affossamento del concetto di mutualità e di condivisione … ultima frontiera della vergogna di chi assentendo, anzi facendosi motore della vergogna, permette l’insulto.
Da una parte rendendo impossibile “agire regolarmente ed onestamente”sul mercato del lavoro, sottoponendosi altrimenti al rischio di esserne tagliati fuori …  Dall’altra, agendo regressivamente, condannando i lavoratori che abbiano la vicissitudine di essere stritolati da questo meccanismo … al silenzio ed alla schiavitù.
Una delle giustificazioni che il sindacalista CISL, benedicente, trovò per noi a suo tempo fu che: “Pur di lavorare… suvvia”, oggi il fumo e persino peggiore, deregulation, adeguamento ai mercati internazionali, competitività ed altre fumose … fantasiose panzane di questo tipo.
In un mondo del lavoro che sta terziarizzando, esternalizzando tutti i costi questo “placet” del Jobs Act annulla qualsiasi speranza di equità e di riscossa, spariglia il mercato normalizzandolo al peggio, rende legale e risolvibile con una semplice ammenda ed una improbabile prebenda qualsiasi forma di sfruttamento e sopruso. Questo non è “pensiero” di ieri, la mia vicenda si svolge nel 2007 e non è nemmeno soltanto “una richiesta europea” come molti amano liquidarla.
Questo è una strategia complessiva ed a lungo termine del Capitalismo vincente e privo di qualsiasi freno morale. Questo è il mondo che “loro”vedono oltre la crisi che si sono procurati ed inventati.
In Italia i rivoluzionari da operetta passano il loro tempo inseguendo la moralizzazione degli stipendi dei camerieri dell’élite … oppure, persino peggio, moralizzano il nulla giocando con pragmatismi incrociati, mentre una coltre di silenzioso assenso cala sulla realtà quotidiana dei lavoratori (quei pochi che rimangono e sopravvivono alla robotica). Uniformando il mercato del lavoro ad un peggio globale e vergognoso.
Stupisce, perdonatemi, l’assoluto silenzio, la rassegnata accettazione, l’innegabile realtà di un’assenza, totale, di reazione, unico paese d’Europa alla stretta dell’èlite … ed al Job Act in seconda analisi.
Stupisce che ancora oggi ci si intrattenga sui pur giusti diritti dei generi sessuali, sulle vicende d’una giunta romana più o meno efficiente, sul versamento più o meno avvenuto della parte eccedente degli stipendi dei “cittadini” parlamentari… mentre il medio evo riporta alla servitù della gleba la gente che lavora. Amen!
Certo, e finisco, magari i greci hanno perso, i francesi e gli spagnoli perderanno domani, ma almeno loro hanno resistito, hanno dimostrato di esistere. Gli inglesi stessi con questo falso e discutibile Brexit hanno provato a resistere … ma noi?
Noi siamo, per abitudine, sempre pronti ad osannare il prossimo Papa, il nuovo imperatore … anche se straniero … un qualsiasi nuovo Principe, poco importa se rottamatore e toscano.

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