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venerdì 29 luglio 2016

LARGO AI "VECCHI" NEL TENNIS

Lorenzi n.1 azzurro, ma l'Italia ha perso il futuro
Da lunedì il bravissimo senese sarà il primo tennista italiano nel ranking mondiale, un posto sopra Fognini a quota 40. Un grande esempio di professionalità, ma a quasi 35 anni non può essere lui l'uomo su cui investire per i prossimi anni. I giovani? Dispersi. 

STEFANO SEMERARO
LA STAMPA 29/07/2016
Paolo Lorenzi da lunedì prossimo sarà il n.40 del ranking mondiale il n.1 d'Italia, un posto avanti Fabio Fognini. Una soddisfazione che Lorenzi si è meritato, anzi: strameritato. Impegno, tenacia, grande umiltà. Non un tennis da fenomeno, ma una grinta da fuoriclasse.  

Il problema – non per lui, ma per il tennis italiano – è che Lorenzi ha 34 anni e 7 mesi, ha da poco vinto a Kitzbuhel il suo primo torneo della carriera (battendo il n.123 Atp, Nikoloz Basilashvili), mentre negli Slam il suo bilancio è di 2 vittorie in 23 match giocati. Un esempio, se si parla di mentalità e professionalità. E di intelligenza, visto come in Davis, nel doppio che pure ha perso a Pesaro due settimane fa a fianco di Fognini, è stato capace dopo un inizio disastroso (anche scontato, visto che Paolo doppista non è) di alzare il suo livello nel finale mentre Fognini si sfilacciava. Ma non un campione.  

Lorenzi la classifica se l'è costruita molto a livello di Challenger, e soprattutto non può essere il futuro del nostro tennis per evidente questioni anagrafiche: a 35 anni, come si è visto, anche Federer inizia a faticare. Il problema è proprio questo: dove è il futuro del nostro tennis? Fabio Fognini, con i suoi lampi e i suoi tanti passi falsi – in Canada ha appena perso dal n.157 del mondo... - può essere il presente. Andreas Seppi (n.51) nel 2016 ha patito molto per problemi fisici, come pure Simone Bolelli (153), che si è addirittura operato, ma sono entrambi ultratrentenni. Abbiamo solo tre giocatori fra i primi 100, nessuno sopra il 40, il quarto è Thomas Fabbiano (n.113, anni 27). Dietro di lui la speranza Marco Cecchinato, n.139 e 23 anni, si è appena fatto squalificare per 18 mesi per scommesse.  

E' vero, Lorenzi e Fognini (a Umago) hanno appena vinto un torneo ma chi un giorno, non lontano, dovrà prendere il loro posto è disperso nei quartieri bassi della classifica: Stefano Napolitano (21 anni) è n. 256, il suo coetaneo Matteo Donati (che pure ha l'attenuante di tanti infortuni) 265, Lorenzo Sonego (anche lui 21 anni ) n.303. Gianluigi Quinzi (20 anni) dopo due anni di crisi nera seguiti al suo successo nell'under 18 di Wimbledon sta cercando di recuperarsi sotto la guida di Ronnie Leitgeb, ma è ancora n. 338. Parecchie posizioni sopra il campione junior di Wimbledon di quest'anno, il russo-canadese Shapovalov (370), che però a Toronto ha appena battuto Nick Kyrgios.  

Gli altri corrono, noi restiamo aggrappati al veterano d'oro Lorenzi. La colpa non è certo solo della Fit, che peraltro attraverso il settore tecnico, il centro di Tirrenia e i vari piani di micro e macro area, in 15 anni non è riuscita a produrre un giocatore. Ma una domanda, come direbbe Marzullo, sorge spontanea: valeva la pena spendere tanti soldi per avere una tv, se il prezzo è ritrovarsi senza giocatori da far vedere? 

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