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mercoledì 6 luglio 2016

LA SIRIA CONCEDE 72 ORE

L’esercito siriano annuncia una tregua di 72 ore

Cessate-il fuoco in vigore da oggi e su tutto il territorio nazionale
AP
Assad in una rara visita a Homs per fine Ramadan (foto d’archivio)


LA STAMPA 06/07/2016
INVIATO A BEIRUT
L’esercito siriano ha annunciato una tregua di 72 ore nei combattimenti, “su tutto il territorio nazionale”. E’ la prima volta che Damasco applica un cessate-il-fuoco generalizzato. Quello concordato lo scorso 27 febbraio prevedeva numerosi eccezioni, in particolare nei sobborghi di Damasco. 

Offensive fallite  
L’annuncio arriva dopo una serie di rovesci per gli uomini di Bashar al-Assad e gli alleati sciiti. A Sud di Aleppo una coalizione di formazioni islamiste come Al-Nusra e di ribelli moderati, riuniti nel Jasysh al-Fatah Halab, hanno recuperato terreno e inflitto pesanti perdite all’esercito e ai volontari iraniani. 
Fra Lattakia e Idlib Damasco ha nuovamente perduto il controllo delle vette e dei villaggi di montagna che dividono le due province, uno dei più importanti risultati ottenuti durante l’offensiva invernale appoggiata dall’aviazione russa. 

Concentrarsi sullo Stato islamico  
Ma è contro lo Stato islamico che sono arrivate le maggiori delusioni. L’attacco sulla direttrice Hama-Tabqa, per arrivare a Raqqa da Sud-Ovest è fallito e le forze speciali Falchi del deserto sono dovute tornare alle posizioni di partenza prima di essere dirottate sul fronte di Lattakia. Anche a Palmira l’esercito sembra ora sulla difensiva. 

Nuova strategia?  
La tregua servirà, oltre a dare respiro alle popolazioni assediate e stremate nei quartieri occidentali di Aleppo e in quelli a Sud e a Est di Damasco, a rivedere la strategia complessiva. L’assalto finale ad Aleppo sembra essere destinato a un rinvio. Hezbollah ha avvertito che serviranno “100 mila combattenti” per riprendere tutta la città, difesa da oltre 30 mila ribelli ben armati. 
Le forze risparmiate potrebbero essere usate, e la Russia preme in questo senso, per un attacco più massiccio verso Raqqa o verso Deir ez-Zour, la seconda città per importanza in mano all’Isis, dove resiste da tre anni una guarnigione di 4 mila uomini circondata in una base aerea. 

L’offensiva dell’Isis contro i curdi  
La battaglia tra esercito e altri ribelli ha permesso all’Isis di concentrarci contro i curdi. Ieri una nuova offensiva ha tentato di rompere l’assedio a Manbij, assediata da quasi un mese. Ad Hasakah, nel Nord-Est, un kamikaze ha invece ucciso 16 guerriglieri e civili, e ferito almeno altre 30 persone. 

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