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domenica 24 luglio 2016

LA RUSSIA NON E' ANCORA FUORI DALLE OLIMPIADI

La Russia andrà alle Olimpiadi

Il Cio vota contro la squalifica globale, ogni federazione potrà valutare se bandire o meno la nazione accusata di doping di stato. Ogni atleta dovrà rispettare criteri precisi per avere il pass e i russi trovati positivi in passato non avranno spazio a Rio
AP

LA STAMPA 24/07/2016
Il Cio si astiene e la Russia potrà andare alle Olimpiadi. Non tutta, privata dell’intera atletica e di molti altri campioni o pseudo tali che non riusciranno probabilmente a rispondere ai criteri richiesti per il via libera, ma comunque presente nonostante il doping di stato. 

Trovare una soluzione davvero equa per tutti era quasi impossibile, sceglierne una più confusa di quella votata dal Comitato olimpico internazionale invece era complicato. Lasciano libertà alle federazioni di scegliere se bandire i russi o accettare la selezione imposta nella riunione di oggi. A due settimane dal via anche chi davvero volesse lasciarli a casa, e sono in pochi, avrebbe difficoltà a mettere in piedi una adeguata inchiesta, a riunirsi per decidere e a reggere gli inevitabili appelli al Tribunale dello sport. Gli unici intenzionati a seguire la Iaaf sono quelli del sollevamento pesi. 

Ora tutti fingono che la fretta sia una carta sul tavolo, in realtà la prima inchiesta della rete tedesca Ard risale a un anno fa, c’erano mesi per capire e rispondere, si sono mosse solo l’atletica e la Wada che però non ha alcun potere di escludere. 

Ora i singoli atleti convocati per la squadra russa saranno sottoposti a test indipendenti, pensare di trovare un positivo a così poco tempo dalle gare è perlomeno ingenuo: i russi, anche quelli che hanno barato, hanno superato controlli per anni nel periodo di competizione e le varie indagini che si sono inseguite hanno dimostrato come fosse possibile. Nel dettaglio. 

L’unica vera sorpresa che esce dalla riunione del Cio è il divieto di partecipazione a qualsiasi atleta russo che sia stato trovato positivo in passato, anche quelli che hanno già scontato la sospensione. Questo parametro lascerebbe fuori speranze di medaglia come Julija Efimova, ranista da record, che ha fatto più volte fischiare le piscine e come Yuliya Stepanova, la gola profondo che ha aiutato la Iaaf a sostenere il caso e che per questo aveva avuto una wild card dalla federazione internazionale. Ma è facile che chi rientra in questa categoria si appelli al Tas, già la Gran Bretagna ha tentato di escludere gli ex dopati ma il velocista Dwain Chambers è stato riammesso in appello prima dei Giochi di Londra. Ora la giurisprudenza sportiva ha fatto qualche passo avanti e i russi viaggiano come sorvegliati speciali, ma resta difficile tenere fuori chi è già stato riabilitato. La decisione è presa, però è talmente fragile che trema già davanti ai sicuri ricorsi.  

Giovedì scorso il Tas di Losanna aveva respinto il ricorso di 68 atleti russi che avevano fatto domanda per partecipare agli imminenti Giochi brasiliani nonostante la sospensione della federatletica russa per mano della Iaaf, in seguito allo scandalo doping. Il giorno prima, mercoledì, il Comitato Olimpico Russo (Roc) aveva presentato un elenco di 387 atleti, di 30 discipline sportive, scelti per l’appuntamento a cinque cerchi. 

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