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domenica 10 luglio 2016

LA POLIZIA AMERICANA: MI SA CHE SE LO MERITA!

Usa, forti tensioni e minacce contro la polizia 

Sono proseguitele proteste in molte città dopo le uccisioni di afroamericani da parte di poliziotti, l’ultima a Houston. 5 agenti feriti in Minnesota. Allerta al Dipartimento di polizia di Dallas
AFP

LA STAMPA 10/07/2016
In diverse città degli Stati Uniti si sono verificati nella notte di sabato e domenica nuovi casi di proteste violente contro la poliziapochi giorni dopo l’uccisione di cinque poliziotti a Dallas. Nella città di Saint Paul, in Minnesotascontri e arresti si sono verificati durante una manifestazione di protesta dei sostenitori dei diritti civili contro l’uccisione di Philando Castile, ucciso dalla polizia nella notte di mercoledì. La polizia locale ha riferito su Twitter che almeno cinque agenti sono rimasti feriti, ma nessuno di loro in modo serio. Gli agenti sono stati attaccati con pietre, bottiglie e petardi. Secondo il quotidianoStar Tribune, le forze di sicurezza di Saint Paul hanno usato i fumogeni per disperdere i sostenitori del movimento “Black Lives Matter” che manifestavano.  

LE PROTESTE  
San Antonio diversi colpi di arma da fuoco sono stati registrati contro il quartier generale della polizia nel centro della città del Texas. La polizia ha spiegato che alcuni dei colpi hanno colpito l’edificio e un sospetto è stato arrestato. La tensione è rimasta molto alta anche  a Baton Rouge, in Louisiana. Le autorità locali hanno annunciato di avere arrestato nella capitale dello Stato, uno dei più famosi attivisti neri dell’organizzazione “Black Lives Matter”, DeRay McKesson.Non si conoscono le ragioni esatte dell’arresto, verificatosi lungo un’autostrada locale, la Airline Highway, come ha costatato un giornalista dell’Associated Press. 

Circa 400 persone, rileva la Nbc, hanno manifestato davanti alla sede del Dipartimento di polizia. Secondo quanto riferisce la Cnn, tre persone sono state arrestate durante le proteste nel centro di ChicagoManifestazioni sono state organizzate in molte altre città, tra cui Washington, New York (dove sono state arrestate 74 persone) Atlanta, Miami, San Francisco e Fort Lauderdale, in Florida. Nella capitale circa 400 persone hanno marciato pacificamente per il terzo giorno consecutivo nel quartiere di Georgetown. Ad Atlanta un gruppo di manifestanti si è scontrato con la polizia nei pressi delle Interstate 75 e 85, per poi muovere verso nel distretto finanziario di Midtown. A Miami i dimostranti hanno bloccato l’Interstate 395, chiusa dalla polizia per un breve lasso di tempo. Bloccate dai manifestanti anche alcune rampe di accesso alle autostrade a San Francisco e a Fresno, in California. 

Tensioni a Phoenix: spray urticanti contro i Black Lives Matter

TIMORI A DALLAS  
Clima molto pesante soprattutto a Dallas, che si è stretta nel lutto per i cinque poliziotti freddati da un cecchino afroamericano, ma vive nella paura. Le minacce ricevute sia via telefono sia tramite Internet hanno indotto il dipartimento di polizia a rafforzare le misure di sicurezza.  

Scontro a fuoco fra un uomo armato e un poliziotto in strada a Dallas

OBAMA: “USA NON DIVISI”  
«Credo fermamente che l’America non sia divisa, come qualcuno dice - ha affermato il presidente, Barack Obama, durante una conferenza stampa da Varsavia, a margine del summit Nato-. Il killer di Dallas non rappresenta tutta la comunità afroamericana. Così come i poliziotti che hanno ucciso i cittadini di colore non rappresentano tutti gli agenti di polizia e i bianchi». Non bisogna lasciare che le azioni di pochi possano definire tutti ha aggiunto, sottolineando che «la stragrande maggioranza ha reagito con empatia e comprensione». «C’è dispiacere, ira e confusione, però c’è unità nel riconoscere che questo non è quello che vogliamo essere come americani, e questa rappresenta la base per poter andare avanti in modo costruttivo».  

L’editoriale del direttore Molinari: “L’incubo violenza sulle elezioni Usa”

Obama, che da Varsavia ha annunciato che la prossima settimana si riunirà la «task force istituita dopo Ferguson, ha deciso di anticipare il rientro negli Stati Uniti di un giorno: sbarcherà a Washington domani in serata, e all’inizio della prossima settimana sarà a Dallas. Una Dallas ferita, che piange le sue vittime e che è stata - così come la descrivono alcuni testimoni - palcoscenico di una «piccola guerra» che si è trasformata nella giornata più nera per la polizia americana dall’11 settembre 2001.  

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