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mercoledì 27 luglio 2016

LA NUOVA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Statali: addio posto fisso e scatti automatici. Il nuovo testo unico P.A.

ROMA – Statali: addio posto fisso e scatti automatici. Il nuovo testo unico P.A. Sul nuovo Testo Unico del pubblico impiego, lo strumento con cui il Governo può rendere attuativa la riforma della P.A. (la delega scade a febbraio prossimo), è scritto nero su bianco: l’amministrazione può licenziare il dipendente statale ove fosse in eccedenza funzionale (cioè di troppo), la progressione di carriera non sarà più determinata da scatti automatici di anzianità. In pratica, come sottolinea Lorenzo Salvia del Corriere della Sera che ha letto in esclusiva il documento “top secret” in questione, cadono i due pilastri della carriera nel pubblico impiego: il posto fisso e gli scatti di anzianità.
Addio posto fisso. Alla fine dell’anno ogni amministrazione è tenuta (per davvero, i dirigenti che non lo fanno subiranno procedimenti disciplinari) devono comunicare eventuali “eccedenze di personale” legate a “esigenze funzionali o alla situazione finanziaria”. In pratica, se non serve all’ufficio oppure l’ufficio non ha le risorse di bilancio necessarie per pagarlo, un dipendente pubblico può essere spostato in altra amministrazione nel raggio di 50 km (mobilità obbligatoria). Oppure in regime di “disponibilità”, con stipendio all’80% e i contributi pensionistici pagati. Ma se dopo due anni non si trova un altro posto, anche con retribuzione e inquadramento più basso, il rapporto di lavoro si intende “definitivamente risolto”. Licenziato.
Scatti automatici di anzianità. Mai più. La “rivoluzione” del merito non prevede aumenti salariali automatici e indiscriminati. Ogni anni i dipendenti statali saranno oggetto di valutazione: in base alle pagelle, secondo le risorse disponibili, saranno disposti aumenti che riguarderanno al massimo il 20% dei dipendenti di ogni singola amministrazione, si intende i più meritevoli perché hanno prodotto i migliori risultati.

Nella bozza ci sono tante altre novità. L’obbligo della conoscenza dell’inglese come requisito per i concorsi pubblici. La visita fiscale automatica per le assenze fatte al venerdì e nei prefestivi. Un procedimento disciplinare più veloce, sull’esempio di quello in 30 giorni per gli assenteisti colti in flagrante. E ancora la fine dell’indennità di trasferta e il buono pasto uguale per tutti, sette euro al giorno. Tutte materie che vengono regolate per legge, togliendo margine di manovra ai sindacati. Restano da capire i tempi, però.
La riforma della pubblica amministrazione dice che questo pezzo delle delega può essere esercitato entro febbraio dell’anno prossimo. Finora il governo aveva parlato di settembre. Subito dopo, però, ci sarà il referendum sulla riforma costituzionale. Voteranno anche 3 milioni di dipendenti pubblici. E il documento «top secret» non lo manderanno giù facilmente. (Lorenzo Salvia, Corriere della Sera)

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