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lunedì 25 luglio 2016

IL SEMPLICISSIMO MERCATO DELLE ARMI SU INTERNET

Bastano 53 euro per comprare una Glock. Il mercato nero fiorisce sui social network

Siti legali vendono pistole a salve che possono essere riconvertite come quella usata per l’attacco nel McDonald’s. L’Ue: serve una normativa
AP
Sui siti europei legali si trovano Glock 17, Beretta e .357 Magnum

LA STAMPA 25/07/2016
Bastano 53 euro per comprare online su alcuni siti europei legali una pistola a salve, ad esempio una replica di una Glock 17 calibro 9 come quella usata da Ali Solonboy a Monaco di Baviera. L’arma può essere ricondizionata, cioè modificata meccanicamente per essere in grado di sparare. Cento dollari per una replica di una .357 Magnum, «perfetta per rappresentazioni teatrali», dice la descrizione su un altro sito, con sede negli Stati Uniti. Si aggiunge al carrello e si paga con carta di credito o PayPal.  

Dopo gli attentati in Francia e a Bruxelles l’Europa sta cercando di uniformare le norme sulla vendita di armi a salve, disattivate, e sulle tecniche per renderle realmente inoffensive, dal momento che sono commerciate più facilmente perché non sono in grado di sparare.  

Il problema è che, in alcuni casi, sostituendo dei pezzi, possono essere modificate per diventare letali. Nel mirino ci sono Paesi dalle norme più blande come la Slovacchia o la Repubblica Ceca. Ma dove andare per comprare illegalmente un’arma vera in Rete? In alcuni casi, non si deve fare molta strada, basta frugare sui social network. La scorsa primavera un’inchiesta del «New York Times» denunciava la presenza di vari gruppi chiusi su Facebook in cui si scambiavano armi. Poi, ovviamente, uno dei riferimenti ricorrenti è il Dark Web, quella parte della Rete dove utenti e siti possono essere anonimi. Qui comprare armi è teoricamente possibile, e sicuramente esistono compratori. E tuttavia, è meno semplice di quello che si pensi.  

Trovarle è la parte meno difficile. Basta andare su uno dei bazaar dove si vende di tutto, principalmente sostanze stupefacenti. Anche se, della ventina di mercati del Deep Web attivi oggi, ce n’è solo uno che raccoglie una categoria consistente di armi, con 1900 inserzioni al riguardo. Tra spray al peperoncino, coltelli e manuali, compaiono 700 inserzioni di pistole. Anche qua, si trovano sia pistole vere che a salve. Ad esempio un venditore, dall’Italia, pubblicizza proprio repliche della pistola Glock 17 calibro 9, come quella usata da Solonboy. In realtà non vende direttamente l’arma ma, curiosamente, le informazioni su dove acquistarla in Europa. E a dimostrazione che l’interesse non sono le rappresentazioni teatrali, l’annuncio specifica a chiare lettere: «Può sparare regolarmente dopo esser stata modificata». Sempre su questo sito un altro venditore smercia una pistola vera, una Glock 17 «quasi nuova» per 1.500 dollari.  

Dallo scorso aprile ne avrebbe vendute però solo tre. Un altro negoziante vende una Glock 19 «quasi nuova» a duemila dollari. E poi c’è quello che vende una pistola M&P Shield 9mm e che, bizzarramente, mette anche un numero di telefono britannico. Se ci si sposta su altri mercati, la ricerca di armi è invece un po’ una corte dei miracoli, tra manuali dello stiletto siciliano (in inglese), taser, e manuali per Ak47. Restano i venditori solitari, quelli che si organizzano su forum e mercatini minori, dove è possibile passare più inosservati. Certo, c’è meno giro, meno feedback dagli altri utenti, più rischio di incorrere in truffe. E anche nel caso sembri andare tutto liscio rimane sempre il dubbio che, dall’altra parte, non ci sia un agente dell’Fbi o dell’Europol.  

Già, perché se trovare una pistola nel Dark Web non è difficile, comprarle agevolmente è un’altra storia. Le ragioni sono tre. La prima è il rischio di frodi: ancora si parla di un venditore che dopo aver intascato i soldi spediva un sacco di sale. La seconda è la spedizione: dove ti fai arrivare i pacchi? Un conto impacchettare, inviare e mimetizzare per posta un po’ di erba o Lsd, un conto far arrivare un fucile automatico. In genere in questi casi le armi sono inviate a pezzi, ma il rischio che siano intercettate è alto. La terza è il rischio di infiltrazione. Il livello di attenzione suscitato anche dai recenti attacchi terroristici e una serie di arresti di compratori d’armi nelle darknet, avvenuti nei mesi scorsi fra Usa e Gran Bretagna, ha addirittura portato alcuni siti a disfarsi di questo tipo di vendite. 

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