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venerdì 1 luglio 2016

IL PIZZO 'NDRANGHETISTA SUI NIGHT CLUB TORINESI

’Ndrangheta e pizzo sui night club: diciotto arresti 

Polizia e carabinieri hanno individuato la cosiddetta locale di Santhià radicata nell’alto Piemonte e, in particolare, nelle province di Torino, Biella, Vercelli e Novara

LA STAMPA 01/07/2016
TORINO 
Diciotto arresti (15 di custodia cautelare in carcere, 1 di arresti domiciliari trattandosi di un ultrasettantenne) e 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. È il risultato della vasta operazione condotta da polizia e carabinieri, che ha permesso di individuare una cellula della `ndrangheta della cosiddetta locale di Santhià radicata nell’alto Piemonte e, in particolare, nelle province di Torino, Biella, Vercelli e Novara. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione mafiosa armata e concorso esterno in associazione mafiosa, oltre a estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamenti aggravati, incendi, sequestro di persona e un tentato omicidio aggravato.  

Tra i fatti più gravi un sequestro di persona avvenuto nel 2010 nel Novarese ai danni di un imprenditore e il tentato omicidio di Antonio Tedesco, commesso nel luglio 2014 a Volpiano e riconducibile a contrasti nella gestione di un night club. Per questo episodio sono stati arrestati Rocco e Saverio Dominello, padre e fratello di Michele e Salvatore, già condannati in primo e secondo grado per associazione di tipo mafioso, appartenenti alla locale di Chivasso. Dalle indagini della Procura è emerso che alcuni night club erano soggetti a una vera e propria protezione mafiosa, anche se dinanzi agli inquirenti i gestori dei locali hanno negato qualsiasi forma di estorsione. «Le indagini - scrive a tal proposito il procuratore capo di Torino Armando Spataro - hanno accertato condizioni di evidente assoggettamento e omertà dimostrate anche da reticenze e assenze di denunce di fatti emersi grazie alle operazioni di intercettazione telefonica e ambientale. Le uniche denunce sono riconducibili a fatti (incendi e danneggiamenti aggravati principalmente) che hanno determinato nell’immediatezza l’intervento delle forze del’ordine, ma sono risultate comunque reticenti in relazione alla mancata indicazione di rapporti pregressi con i prevenuti». Sono stati eseguiti 5 decreti di sequestro preventivo emessi nei confronti degli indagati Antonio Miccoli, Antonio e Giovanni Raso, Rocco e Saverio Dominello, riguardanti alcune società di lavorazioni edili, vetture di lusso, immobili e terreni in provincia di Biella e Lecce. 

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