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venerdì 15 luglio 2016

IL KILLER DEPRESSO E INSTABILE

Mohamed, il killer trentunenne padre di tre figli sfuggito ai radar dell’antiterrorismo francese

L’attentatore di origine tunisina aveva noleggiato il camion mercoledì. Era «depresso e instabile» per il divorzio
AP

LA STAMPA 15/07/2016
INVIATO A BRUXELLES
Sul camion usato come arma per la strage lungo la Promenade des Anglais di Nizza è stato trovato un documento d’identità. Probabilmente una patente. Secondo le prime informazioni che filtrano dagli inquirenti francesi, sui sedili c’erano anche un bancomat e un cellulare. I documenti corrispondono a Mohamed Lahouaiej Bouhlel, classe 1985, francese di origine tunisina. Alcune fonti dicono che sia nato a Sousse, la località tunisina teatro della strage in spiaggia lo scorso anno. Sarebbe un’incredibile coincidenza, o addirittura qualcosa di più. Ma sul suo luogo di nascita non ci sono conferme, per ora sono solo voci. L’analisi delle impronte digitali avrebbe invece confermato che l’uomo alla guida del camion - morto dopo il blitz della polizia al termine della folle corsa sul lungomare di Nizza che ha provocato almeno 84 vittime - era effettivamente il titolare dei documenti. 

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Padre di tre figli, di professione corriere, il presunto attentatore era sconosciuto all’antiterrorismo francese. Non aveva una “scheda S”, così vengono classificati gli individui sospetti. Però era già noto alle forze dell’ordine per reati minori: a marzo, secondo fonti giudiziarie del quotidiano francese Le Figaro, era stato condannato per violenza. I vicini di casa lo definiscono un uomo «solitario e silenzioso», che «non sembrava molto religioso». Da quando era iniziata la procedura per il divorzio dalla moglie Bouhlel era «depresso e instabile». 


Ieri mattina è scattata una perquisizione in una casa nel quartiere di Nizza Nord, sull’avenue Henri-Sappia. Secondo Nice Matin, questa sarebbe la casa della sua ex compagna, in cui lui aveva vissuto fino al 2012 prima di essere stato allontanato proprio per episodi di violenza ai danni della donna. Un’altra perquisizione è stata invece effettuata nell’appartamento in cui si era trasferito, in un quartiere popolare a Est di Nizza e diversi parenti di Bouhlel sono sotto interrogatorio in queste ore. 

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Il sospetto è che la sua azione fosse premeditata, visto che il camion era stato noleggiato mercoledì in un comune confinante con Nizza. Secondo i media francesi l’uomo ha lasciato il camion parcheggiato per circa nove ore nei pressi del luogo dell’attacco nonostante il divieto. Tutte le strade intorno al lugo dell’assalto erano state chiuse alle 15. Ma fermato dalla polizia, l’uomo ha spiegato che stava consegnando gelati.  

Prima di essere ucciso, ha cercato di difendersi sparando alcuni colpi con una pistola 7.65 che aveva con sé. Sul camion sono state trovate anche altre armi giocattolo e una granata, che però pare non fosse in grado di esplodere. 

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