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venerdì 22 luglio 2016

IL CANDIDATO TRUMP

Trump incassa la nomination: “Sarò la voce di chi non ne ha”

Lungo discorso del candidato repubblicano a Cleveland: «Con me più sicurezza». Clinton va all’attacco : «Costruiremo un muro fra te e la presidenza»
AP
Donald Trump

LA STAMPA 22/07/2016
INVIATO A CLEVELAND
«Io sarò la vostra voce». Così Donald Trump si è rivolto ieri sera agli americani che faticano ad arrivare alla fine del mese, che si sentono minacciati dalla criminalità e dal terrorismo, che temono l’immigrazione illegale, e che stanno vedendo svanire il loro sogno, per convincerli che eleggerlo presidente è l’unica soluzione possibile ai loro problemi. 

Gli affondi di Trump contro Clinton Gli affondi di Trump contro Clinton alla convention di Cleveland

Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, introdotto sul palco dalla figlia Ivanka, ha parlato per 76 minuti, davanti ai delegati ancora scossi dalle divisioni emerse durante la Convention di Cleveland, e desiderosi di scoprire se possono avere in lui un leader affidabile. La prima parte del discorso è stata una requisitoria dai toni deprimenti, sulla condizione di crisi a cui l’amministrazione Obama, con la complicità di Hillary Clinton, ha ridotto l’America. Sull’ex segretaria di Stato ha scaricato soprattutto la responsabilità del disordine globale, dalla Siria e la Libia, fino alla Russia e la Cina, ma anche le difficoltà economiche legate ai trattati per il commercio internazionale sostenuti dai democratici, che hanno soffocato i lavoratori americani. Quindi Trump ha imputato al presidente Obama, e di riflesso alla candidata alla sua successione, la colpa delle tensioni razziali e delle recenti violenze contro i poliziotti. «Io - ha detto Donald, riecheggiando slogan pronunciati in passato da Richard Nixon - sono il candidato della legge e dell’ordine. Io riporterò la sicurezza in America». 

Il secondo tema su cui ha puntato è stata l’immigrazione illegale, che era stato l’elemento con cui aveva attirato l’attenzione all’inizio della sua improbabile campagna. Trump ha ribadito che «costruiremo un grande muro lungo il confine col Messico, per tenere fuori gli illegali, la criminalità, la droga». A questo però ha aggiunto anche la minaccia che adesso viene dai rifugiati in fuga dalla guerra in Siria, proponendo come soluzione di bloccare l’immigrazione dai paesi che hanno problemi di terrorismo, fino a quando non si potrà controllare con certezza che chi arriva ha un atteggiamento amichevole verso l’America. 

Il terzo tema centrale è stata l’economia, che intende rilanciare abbassando le tasse, ricostruendo le infrastrutture datate del paese, e soprattutto annullando o rinegziando tutti i trattati commerciali che penalizzano i lavoratori degli Stati Uniti, a partire dal Nafta con Messico e Canada, firmato all’epoca da Bill Clinton. 
Trump sa che su di lui da questo punto di vista ci sono dei sospetti, perché ha spesso realizzato i suoi prodotti all’estero, e per diventare miliardario si è certamente giovato dello status quo. Proprio per questo, però, ritiene di essere il miglior candidato per il cambiamento: «Io - ha detto - conosco bene il sistema, e come è truccato ai danni di alcune persone, come ad esempio il candidato democratico Sanders e i suoi elettori. Solo io, quindi, posso aggiustarlo».. 

Il discorso di Trump: rivendica il vessillo del cambiamento Trump accetta la nomination repubblicana, il commento

Intanto, su Twitter è arrivata la replica di Hillary Clinton al tycoon. «Sì, costruiremo un muro tra te e la presidenza, Donald Trump”, ha scritto su Twitter la candidata democratica, scrivendo la frase in spagnolo e replicando così al miliardario che è tornato a promettere la costruzione di un muro al confine tra Usa e Messico per fermare l’immigrazione illegale. 

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