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mercoledì 13 luglio 2016

I MORTI IN PUGLIA SONO 23

Tragedia in Puglia, le vittime accertate sono 23. Si indaga per omicidio colposo

Il presidente della Regione Emiliano: «Nessun disperso». Sabato in programma i funerali
LAPRESSE

LA STAMPA 13/07/2016
Ad Andria è stato proclamato il lutto cittadino e sabato si terranno i funerali delle vittime dello scontro tra i due treni in Puglia. In totale, come ha confermato il presidente della Regione Emiliano, i morti sono 23 mentre i feriti 52. Diversamente da quanto annunciato in precedenza non ci sarebbero dispersi. 

Scontro tra treni in Puglia: 23 i morti accertati, uno non identificato

Si indaga per omicidio colposo  
Per quei morti la procura di Trani ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Lo si apprende dal sindaco di Andria, Nicola Giorgino, in contatto con la procura di Trani, in merito allo schianto tra due treni sulla tratta ferroviaria tra Andria e Corato. Per tutta la notte i vigili del fuoco, assieme agli altri soccorritori, hanno continuato a tagliare e spostare le lamiere contorte dei due convogli alla ricerca di eventuali dispersi. La locomotiva è stata rimossa e sono emersi altri resti umani. «La nostra speranza è che si compongano con le salme già ritrovate», ha detto Clara Minerva, prefetto di Bat, vicino ai binari dove è avvenuta la strage.  


Le prime immagini dello scontro ferroviario

Recuperate due scatole nere  
«L’unica stazione di incrocio è quella di Andria. Quel treno che scendeva da Andria, lì non ci doveva essere» ha detto al tg di Telenorba il direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti, che già ieri aveva affermato a caldo che «uno dei due treni lì non doveva esserci». «Questo - ha aggiunto Nitti - lo capiremo dai registratori di bordo che sono stati trovati ieri. I registratori di bordo ci serviranno a capire a che velocità andavano, anche se pensiamo che si siano scontrati al massimo della velocità entrambi». Sono stati inoltre sequestrati e acquisiti i registri delle stazioni di Andria e Corato, i filmati delle telecamere lungo la linea e le comunicazioni telefoniche, trascritte nei fonogramma, tra i capistazione dei due scali.  

Morti i due macchinisti  
I due macchinisti non si potevano vedere. La disgrazia è stata anche quella di trovarsi faccia a faccia all’uscita di una curva, probabilmente non hanno neanche provato a frenare. Luciano Caterino e Pasquale Abbasciano sono fra le vittime. L’equipaggio dei due treni era composto da un macchinista e da un capotreno per ogni convoglio. 

Volontarie arrivate prime sul posto: “Madre e figlia morte abbracciate”



Molinari dopo la tragedia: “Le due Italie tra preoccupazione e orgoglio”

I parenti in attesa: “Fateci vedere i nostri cari”  
«Vi prego, fateci entrare, fateci vedere i nostri cari» era la straziante richiesta che rivolgevano questa mattina i parenti delle vittime al personale dell’istituto di Medicina legale del policlinico di Bari dove sono avvenuti i riconoscimenti. 



Delrio: “La sicurezza di quel tratto compete a Ferrotramviaria”  
Il ministro Delrio ha riferito oggi alla Camera ed al Senato sull’incidente: «Dei 3000 km di ferrovie secondarie in Italia, quello dove è avvenuto l’incidente aveva uno dei sistemi meno evoluti, quello del consenso telefonico, in uso da 60 anni». Il Governo ha nominato una commissione di inchiesta che lavorerà parallelamente al pool di magistrati coordinati dal procuratore di Trani, Francesco Giannella.  



Si pensa a un errore umano  
Intanto si lavora per capire le responsabilità. Guasto tecnico o errore umano?Sotto accusa viene messa la linea unica. Ma il pm Giannella, che dirige l’inchiesta, ha detto che «apparentemente abbiamo le idee chiare; questo significa che lavoriamo sull’errore umano o su quello che lo ha determinato o semplicemente sulle istruzioni che sono state date al personale». In ogni caso, per ora non c’è alcun indagato. E c’è chi punta il dito contro la mancanza di sistemi automatici di supervisione della linea ferroviaria: in quella tratta, infatti, viene ancora usato il cosiddetto “blocco telefonico”, cioè la comunicazione telefonica del via libera sul binario unico. «Uno dei due treni è di troppo, quale lo chiarirà l’inchiesta», ha detto da parte sua il direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti. I due convogli, ha aggiunto, «erano ultramoderni, uno del 2005 e l’altro del 2009, dotati di sistemi frenanti efficienti». 

Scontro tra treni in Puglia: si lavora a oltranza, estratta una scatola nera

Le reazioni politiche  
Dalla politica e dalle istituzioni, dolore e rabbia. «Bisogna - ha chiesto Mattarella - fare piena luce su questa inammissibile tragedia: occorre accertare subito e con precisione responsabilità ed eventuali carenze». Sulla stessa linea Renzi: «lacrime e dolore per queste vite spezzate e per le loro famiglie. Ma anche - ha aggiunto il premier - tanta tanta rabbia. L’Italia ha diritto di conoscere la verità: vogliamo che sia fatta chiarezza, su tutto». Il vicepresidente della Camera e deputato M5s Luigi Di Maio, attende che la «magistratura faccia il suo corso, ma con la tecnologia odierna e le soluzioni a disposizione è assurdo che possano continuare ad accadere tragedie del genere». Per il leader della Lega Nord Matteo Salvini, «se qualcuno ha sbagliato, paghi». «Chiarezza» viene chiesta anche dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. E in serata Renzi, dopo essere stato sul posto dell’incidente ed aver partecipato alla riunione del centro di coordinamento soccorsi a Bari ha detto: «Siamo qui per dare un abbraccio al popolo della Puglia, al governo della Regione, ai sindaci che sono in prima linea, e per dire che non lasceremo la Puglia e i pugliesi da soli, saremo al loro fianco in questo momento di grande disperazione». 

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