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venerdì 29 luglio 2016

I LUPI SOLITARI DEL CALIFFO

La nuova pista delle indagini: “Ora il Califfo manovra i lupi solitari”

La novità sugli attentati di Nizza, Ansbach e Rouen: “Gli ordini per gli attacchi partiti dalle centrali di Isis in Siria”
La chiesa di Saint Etienne dove è stato sgozzato il sacerdote

LA STAMPA 29/07/2016
ROMA 
La Siria non è soltanto la centrale di reclutamento e indottrinamento delle cellule del terrorismo organizzato, ma anche dei lupi solitari. Il filo jihadista degli ultimi attentati, a Nizza, a Ansbach e a Rouen porta dritto a Raqqa. Dal lavoro dell’intelligence community europea emerge infatti un legame diretto tra gli autori delle ultime stragi e centri siriani del Califfato. Un elemento che alza il livello di allarme nel nostro Paese per la caccia ai complici dello stragista di Nizza, passati anch’essi per l’Italia. 

I movimenti sul nostro territorio da parte di quattordici extracomunitari che hanno avuto contatti con Bouhlel sono al vaglio della nostra intelligence e, per quattro casi specifici, della procura di Roma. Il pm Francesco Scavo ha infatti aperto un fascicolo per la morte dei sei italiani a Nizza e sta coordinando il lavoro dei carabinieri del Ros e della polizia dello Sco per ricostruire eventuali spostamenti dei quattro nordafricani. Ma ora l’ipotesi di una regia partita direttamente dalla Siria rende il quadro ancora più complesso e inquietante. 

LA GUERRA SANTA  
Secondo l’intelligence community europea l’addestramento alla guerra santa sotto la bandiera nera dell’Isis non vale solo per gli attacchi organizzati del Bataclan a Parigi, dell’aeroporto di Bruxelles e nel locale di Dacca in Bangladesh. Anche i cosiddetti cani sciolti verrebbero teleguidati dalla Siria. La collaborazione tra i vari servizi segreti europei ha elementi per ritenere che vi sia stata una connessione digitale tra la centrale siriana e gli attentatori che hanno colpito, da soli senza l’apparente appoggio di una rete organica e strutturata, nel cuore dell’Europa. 

Il caso con maggiori riscontri è quello tedesco di domenica scorsa davanti a un ristorante di Ansbach. Mohammed Delel, un rifugiato siriano di 27 anni, che soffriva di disturbi psichici e con varie ferite da guerra sul corpo, si è fatto saltare in aria. Dodici persone sono rimaste ferite e dall’esame del suo telefonino è emerso un WhatsApp con un video che conferma l’adesione allo Stato islamico. 

Istruiti via web sembrano anche Abdel Kermiche e Abdel Malik B., i due ragazzi francesi (di origini algerine) che hanno sgozzato padre Jacques Hamel nella sua chiesa in Normandia. In un video, con un forte accento, leggono in arabo un testo con il quale dichiarano fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi, l’emiro dei credenti, tenendosi per mano. Le immagini mostrano uno dei due terroristi, uccisi dalle forze speciali francesi, con un foglio dov’è stampata la bandiera dell’Isis. Ma anche la strage sulla promenade di Nizza, il 14 luglio, in cui 84 persone sono state uccise dal franco tunisino Mohamed Bouhlel, si configura come l’esecuzione impartita direttamente dalla Siria. 

LE INDAGINI A VENTIMIGLIA  
Alcuni complici di Bouhlel sono stati arrestati, mentre si sta indagando per verificare appunto il coinvolgimento di altri quattordici extracomunitari transitati insieme a lui nel nostro Paese. E si sta accertando se qualcuno di questi era insieme a lui, il 4 ottobre scorso a Ventimiglia, in occasione di una manifestazione in favore dei migranti. In un video compare chiaramente Mohamed Bouhlel. Che è stato, inoltre, identificato dalla polizia italiana a Ventimiglia anche nel giugno 2015 durante il presidio dei migranti sugli scogli dei Balzi Rossi, a pochi metri dal confine di Stato di Ponte san Ludovico. Bohulel, conosciuto dalla police nationale, era stato identificato perché faceva parte di un’associazione vicina alla Fratellanza islamica, l’associazione «Au coeur de l’espoir» che attraversava il confine per prestare assistenza ai migranti che allora si trovavano sugli scogli dei «Balzi Rossi» e portare cibo nel periodo del Ramadan. 

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