IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

sabato 30 luglio 2016

GULEN ACCUSATO DI AVER FATTO IL GOLPE

Gulen, accusato di golpe: «Erdogan e il suo partito affetti dal veleno del potere»

fethullah gulen

Il 75enne predicatore islamico al Corriere della Sera: «Ho più volte criticato il golpe e rifiuto con forza ogni accusa di mio coinvolgimento»

Nel 2002 il partito di Recep Tayyip Erdogan promise di portare avanti il tentativo di ingresso della Turchia in Ue, di difendere i diritti umani e le libertà, ma oggi il presidente sembra affetto dal «veleno del potere». Parla così in un’intervista esclusiva rilasciata a Viviana Mazza per Il Corriere della Sera il predicatore islamico Fethullah Gulen, accusato del tentato golpe del 15 luglio, che dal 1999 vive in esilio auto-imposto negli Stati Uniti d’America.

FETHULLAH GULEN NEGA IL COINVOLGIMENTO NEL FALLITO COLPO DI STATO

Il 75enne ex imam e leader del movimento Hizmet si dice sicuro che gli Usa lo difenderanno dalle richieste di estradizione di Ankara e nega ogni responsabilità nel fallito colpo di Stato di due settimane fa: «Rifiuto con forza ogni accusa di un mio coinvolgimento». Afferma, poi, di aver dato ad Erdogan «troppa fiducia»:
Lei e Erdogan eravate alleati una volta. Che cosa l’ha portata a fidarsi di lui? Se ne è pentito?

«Durante la campagna elettorale del 2002, il partito di Erdogan promise di portare avanti il tentativo di ingresso della Turchia nell’Unione Europea, di difendere i diritti umani e le libertà e di porre fine alla discriminazione dei cittadini sulla base della loro visione del mondo e appartenenza a gruppi sgraditi. Nessun altro partito portava avanti riforme democratiche e per l’ingresso nell’Ue quanto il partito di Erdogan. Durante il suo primo mandato, Erdogan applicò davvero alcune riforme democratiche e fu elogiato per questo dai leader europei. Ma sembra che, dopo essere rimasto al potere troppo a lungo, il presidente Erdogan e il suo partito siano stati affetti dal veleno del potere. Non mi pento di aver appoggiato le riforme democratiche. Se fosse stato un partito diverso a promuoverle, lo avrei sostenuto ugualmente. Adesso, col senno di poi, mi rendo conto di avergli dato troppa fiducia. Mi pento di aver creduto che fossero sinceri sulle cose che promettevano di portare a termine».

Lei ha milioni di seguaci. Non è possibile che alcuni di loro, anche senza la sua approvazione o a sua insaputa, abbiano orchestrato il colpo di Stato in Turchia?

«La mia posizione, i miei scritti, i miei discorsi, le mie idee, sono pubblici e chiari. In tutta la mia vita, sono stato vittima di colpi di Stato, ho sofferto durante i regimi militari, e ho criticato l’intervento dell’esercito nella politica locale. Se degli individui che leggono le mie opere o che ascoltano i miei discorsi o simpatizzano con le mie idee sono stati coinvolti nel colpo di Stato, allora quello che hanno fatto è un tradimento dei miei valori di base».
(Foto da archivio Ansa. Credit: EPA / SELAHATTIN SEVI / ZAMAN DAILY NEWSPAPER)

Nessun commento:

Posta un commento