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martedì 12 luglio 2016

GRATTERI CONTRO I DIRIGENTI PUBBLICI CALABRESI

Gratteri: “I dirigenti pubblici calabresi sono come mafiosi”

ARTICOLOTRE
calabria-R.C- Colletti bianchiparagonati a coppola e lupara.
E’ il pensiero del procuratore capo di Catanzaro e magistrato simbolo dell’antimafia, Nicola Gratteri.
Non è la ‘Ndrangheta che si nasconde nelle boscaglie dell’Aspromonte, si tratta personaggi che siedono su comode poltrone negli uffici dei palazzi istituzionali. Dirigenti che da vent’anni occupano lo stesso posto e dichiara Gratteri “Gestiscono la cosa pubblica con metodi mafiosi”.
Un potere che è lì da sempre e che la classe politica non vuole, o non è in grado, di contrastare: un problema di democrazia.
Per rompere l’assedio sarebbe necessario operare quantomeno una rotazione, spostare i direttori da un settore all’altro, facile a dirsi, meno a farsi. La struttura regionale è elefantiaca e possiede gli anticorpi adatti a contrastare qualsiasi cambiamento.
Una casta nella casta, addirittura più pericolosa.
Un esempio?
Ultimamente è stato bandito un concorso per la nomina del nuovo responsabile dell’anticorruzione, che avrebbe il compito proprio di monitorare e vigilare sui dirigenti: domande pervenute? Nessuna. 

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