IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

venerdì 22 luglio 2016

ETERNIT BIS: QUANTE VOLTE CI DOVETE UCCIDERE?

Stephan Schmidheiny è processabile per l’Eternit Bis

La Corte Costituzionale ha stabilito che non si applica il “ne bis in idem” sicuramente per i nuovi casi di morte. In questo secondo processo viene contestato l’omicidio volontario di 258 vittime dell’amianto
Stephan Schmidheiny

LA STAMPA 21/07/2016
CASALE MONFERRATO
Stephan Schmidheiny è processabile per l’Eternit Bis, in cui la procura di Torino gli contesta l’omicidio doloso, cioè volontario, di oltre 258 persone morte di mesotelioma, il tumore maligno causato dalla diffusione della fibra di amianto

La Corte Costituzionale, nella sentenza depositata poche ore fa, ha dichiarato che non si applica il principio del «ne bis in idem» sicuramente per i morti «nuovi», cioè le persone che si sono ammalate e sono decedute dopo la chiusura dell’Eternit Uno. Ma anche per le vittime che erano già state nominate nel maxiprocesso potrebbe, secondo la prima interpretazione dei legali (tra cui Maurizio Riverditi e Esther Gatti), non valere il «ne bis in idem» (cioè il fatto, invocato dai difensori dell’imputato) che una persona non può essere processata due volte per i medesimi fatti.  

L’allenatore di Casale. Una storia di ragazzi cresciuti accanto alla morte

Stephan Schmidheiny, l’ultimo patron di Eternit italiana ancora in vita, era stato condannato – in primo grado e poi in Appello – per disastro ambientale doloso; la Cassazione, invece, aveva applicato la prescrizione. La procura di Torino, subito dopo, aveva avanzato una nuova richiesta di rinvio a giudizio per l’imprenditore svizzero, contestandogli però un reato diverso: l’omicidio doloso di 258 persone. È il fascicolo che viene chiamato «Eternit Bis». 

Alcune delle vittime che rientrano nell’elenco di 258 erano già inserite nell’Eternit Uno, a riprova che il disastro ambientale doloso aveva provocato malati e morti, ma in quel procedimento non si era entrati nel merito dei singoli decessi. Ecco perché gli inquirenti andarono avanti con l’Eternit Bis. 

ANSA

All’udienza preliminare, però, i difensori di Schmidheiny – Astolfo Di Amato e Carlo Alleva - sollevarono la questione del «ne bis in idem» e il gup Federica Bompieri sospese per porre il quesito alla Corte Costituzionale. Che poche ore fa si è espressa: non ci sono ostacoli per i decessi successivi al maxiprocesso, ma neppure ci sarebbero rispetto a quelli precedenti.  

Tra l’altro, la procura si è detta pronta ad aggiungere all’elenco di 258 nomi altre vittime successive, perché, purtroppo, lo stillicidio di morti d’amianto continua.  

ANSA

E non fu certo la chiusura dello stabilimento Eternit, a Casale nel 1986, ad aver interrotto la diffusione di fibra. Non a caso i pm del maxiprocesso – Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace e Sara Panelli – rivolsero a tutti gli amministratori chiamati a testimoniare la stessa domanda: «L’imputato Stephan Schmidheiny si fece mai vivo in questi anni per manifestare l’intenzione di bonificare l’ambiente contaminato dalla sua fabbrica?». «No» fu la risoluta risposta di più sindaci. No, appunto, l’Eternit fu chiusa e lasciata lì a diffondere morte ancora per chissà quanti anni, vista la lunghissima incubazione della fibra, causa del mesotelioma che, quando «si sveglia», uccide. Senza appello.  

La sentenza della Corte Costituzionale non significa, però, che l’imprenditore svizzero sarà sicuramente processato, ma che è, appunto, processabile: se verrà mandato a giudizio lo dovrà stabilire, ora, il gup Bompieri. Prima di tutto, ci sarà da fissare nuove date, a Torino, per l’udienza preliminare al termine della quale il giudice dovrà prendere quella decisione. Nel caso di processo per omicidio volontario, sarà poi la Corte d’Assise a esprimersi. E, dice l’avvocato Sergio Bonetto, «se Schmidheiny sarà riconosciuto colpevole, la condanna sarà non meno severa di quelle di primo grado (16 anni) e d’appello (18 anni) del maxiprocesso».  

Nessun commento:

Posta un commento