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martedì 19 luglio 2016

ERDOGAN AVVALLERA' LA PENA DI MORTE

Erdogan: “Se il Parlamento vara la pena di morte io l’approverò”

ARTICOLOTRE
turchia-Redazione– Arresti a raffica in Turchia e 'purghe' dopo il tentativo di colpo di Stato
Sono in tutto 103 i generali e gli ammiragli delle Forze Armate finiti in carcere. Tra i generali c'è anche Akin Ozturk, ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, indicato da funzionari governativi turchi come il presunto capo dei golpisti in patria.
In merito al tentato golpe, in un'intervista esclusiva alla Cnn, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto che non è possibile escludere la pena di morte per chi ha tentato di rovesciare il suo governo con un colpo di Stato. ''C'è un chiaro reato di tradimento'', ha detto, precisando comunque che l'eventuale ritorno della pena di morte in Turchia dipenderà ''naturalmente da una decisione parlamentare'' e ''io come presidente approverò qualsiasi decisione emerga dal Parlamento".
Intanto sono 7.850 i poliziotti sospesi: tra loro anche alti ufficiali, come si legge sul sito web del giornale turco 'Hurriyet'. Ai poliziotti è stato imposto di riconsegnare armi e distintivi. Il ministero dell'Interno di Ankara ha inoltre silurato "in totale 8.777 dipendenti". Lo riportano i media filo-governativi. Tra questi ci sono "30 governatori e 52 investigatori".
Dopo il tentativo di golpe, inoltre, la Turchia ha anche messo al bando una ventina di portali di notizie e siti web.
 "Primo, nessuno Stato può diventare membro dell'Unione europea se introduce la pena di morte. Questo è molto chiaro – ha scandito in conferenza stampa a Bruxelles l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell'Unione Europea, Federica Mogherini – secondo, la Turchia è un importante membro del Consiglio d'Europa e, come tale, è vincolata dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, che è molto chiara sulla pena di morte. Spero di essere stata chiara".
Anche il portavoce di Angela Merkel ha affermato che l'introduzione della pena di morte da parte della Turchia comporterebbe una sospensione dei colloqui di adesione con l'Ue: "Respingiamo categoricamente la pena di morte. Un Paese che ha la pena di morte non può essere membro dell'Ue", ha dichiarato Steffen Seibert a Berlino.

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