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giovedì 28 luglio 2016

CUPERTINO RAGGIUNGE IL MILIARDESIMO iPHONE VENDUTO

Apple vende il miliardesimo iPhone

Lanciato nel 2007, lo smartphone di Steve Jobs ha reinventato un mercato e definito un paradigma ancora oggi attuale. Anche per i concorrenti
Tim Cook mostra il miliardesimo iPhone in una riunione dei dipendenti a Cupertino

28/07/2016
Quando lo lanciò, il 9 gennaio del 2007, Steve Jobs puntava a venderne un milione. Oggi, nemmeno dieci anni più tardi, Tim Cook annuncia che Apple ha consegnato il miliardesimo iPhone. “L’iPhone - ha detto - è diventato uno dei prodotti più importanti della storia, di quelli che hanno avuto avuto più successo e cambiato il mondo. È più di compagno sempre presente, l’iPhone è una parte essenziale della nostra vita quotidiana e ci permette di fare molte delle cose che facciamo ogni giorno”.  

A titolo di paragone, ci sono voluti 131 anni per avere un miliardo di auto, e 27 anni perché si arrivasse al miliardesimo computer. Così il successo dell’iPhone sembra ancora più sorprendente, considerato anche che non tutti seppero cogliere la portata rivoluzionaria dell’annuncio. Oggi quel 2007 sembra davvero un’altra epoca, non tanto e non solo perché la tecnologia ha fatto enormi passi avanti, ma anche perché i protagonisti del mondo hi tech sono assai diversi. Google è un gigante (grazie anche ad Android), Nokia è scomparsa, BlackBerry boccheggia da anni, Samsung domina il mercato, ma i produttori cinesi avanzano velocemente . E Microsoft, esclusa dal mercato degli smartphone, sta cercando di cambiare pelle e modello di business. L’allora amministratore delegato dell’azienda, Steve Ballmer, commentò la novità con scetticismo: “Non c’è alcuna possibilità che l’iPhone abbia una quota di mercato rilevante”, disse. Pare che se ne sia pentito.  


Perché, com’era già successo con l’iPod, l’iPhone non ha inventato nulla, ma ha completamente ridefinito il mercato degli smartphone, tanto che oggi anche il più evoluto dei concorrenti è ancora riconoscibile come un discendente di quel primo modello che arrivò nei negozi americani il 29 giugno 2007. Da quel successo è nata l’economia delle app, con colossi come Facebook , progetti rivoluzionari come Airbnb e Uber, e ora Pokémon Go , che porta la realtà aumentata al grande pubblico.  

Jobs lo aveva presentato come l’unione di tre apparecchi: un iPod, un telefono e un dispositivo per comunicare su internet. Da allora è stato un successo costante, con vendite sempre in crescita, fino allo scorso trimestre, quando si è registrato il primo calo. Ma anche un’arma a doppio taglio per Apple, che oggidall’iPhone dipende per due terzi del fatturato : per questo il prossimo modellosarà particolarmente importante per capire il futuro l’azienda hi tech più grande del mondo.  




RIPUBBLICHIAMO QUI L’ARTICOLO USCITO SU LA STAMPA IL 10 LUGLIO 2008 IN OCCASIONE DEL DEBUTTO ITALIANO DELL’IPHONE  

Da domani l’iPhone di Apple sarà in vendita in Italia e in altri 21 Paesi, a poco più di un anno dal suo debutto americano. Arriva in una versione riveduta e corretta, che corregge alcuni difetti del vecchio modello e introduce molte novità.(...) 

L’iPhone 3G (...) non ha tastiera, e si comanda tramite un’interfaccia virtuale, chiamata “multitouch”, che al tocco di un dito fa apparire sul display i comandi relativi alle varie funzioni. Questa è la vera rivoluzione, visto che per il resto non è un apparecchio da primato, con la sua fotocamera da 2 Megapixel (ci sono quelli che arrivano ad 8), il peso di 133 grammi, le dimensioni non contenutissime. Però il multitouch apre infinite possibilità di personalizzazione, e i programmi che si possono installare sull’apparecchio ne ampliano le funzioni all’inverosimile. Si scaricano da un negozio virtuale e si installano in un attimo: così il telefonino con la Mela diventerà di volta in volta console per videogiochi in grado di competere con la PlayStation Portable di Sony, atlante medico interattivo, dizionario avanzato, telecomando multimediale, studio di registrazione portatile e mille altre apparecchi. Con ogni probabilità rimedierà in questo modo alla mancanza di Mms e registrazioni video, che di serie sono assenti. L’epopea dei maghi del software, che violavano il sistema dell’iPhone per poterlo usare anche in Italia e installare nuovi programmi, è finita: Apple ha saputo portare dalla sua parte la ricca comunità di sviluppatori che avevano realizzato programmi per il suo telefonino; da domani li offriranno gratis o a pagamento sull’App Store. 

Ma come funziona il gadget più desiderato dell’anno? In una settimana di prova, l’iPhone 3G si è mostrato un apparecchio affidabile, con un ottimo audio sia per le canzoni che per le telefonate. In più è perfettamente compatibile con l’ambiente aziendale (c’è anche il servizio Push Mail, come sul BlackBerry) e permette di connettersi a internet ovunque, col migliore dei browser portatili oggi disponibili e il vantaggio della rete Hsdpa, in Italia già assai diffusa (e molto veloce, stando ai tecnici di Cupertino). Peccato solo per la durata della batteria: più che sufficiente per telefonare, ma inferiore alle 5 ore dichiarate da Apple quando il telefonino viene usato per quello che è davvero, ossia un minicomputer. I filmati su YouTube e la navigazione assistita tramite Google Maps, sono infatti operazioni complesse, che consumano parecchia energia, oltre a richiedere un cospicuo scambio di dati con l’operatore. Per questo non ha senso acquistare l’iPhone come fosse un qualsiasi cellulare, e fin dall’inizio gli operatori lo hanno venduto con abbonamenti che comprendevano anche il traffico dati. 

In Italia, dove l’accesso ad internet tramite il wi-fi pubblico è poco frequente, la soluzione più semplice è aggiungere alla propria scheda un servizio dati aggiuntivo, che propongono sia Tim che Vodafone. Ma le alternative in abbonamento non mancano, e consentono spesso sostanziosi risparmi sul prezzo dell’iPhone (rispettivamente 499 e 569 euro per la versione da 8 e da 16 GB): in questo modo, con Tim il terminale diventa addirittura gratuito, ma a patto di sborsare fino a 200 euro al mese per due anni. Gli operatori italiani, a differenza di altri, hanno imposto un limite al traffico dati (che si possono usare solo sull’iPhone, perché non è possibile adoperarlo come modem per collegarlo a un computer). Tim e Vodafone sostengono che nell’uso normale di rado saranno oltrepassati i 500 MB al mese. Sarà, ma quel che è certo è che le tariffe annunciate hanno scatenato le ire di parecchi potenziali clienti (...). 

Sarà un successo, l’iPhone, e aprirà anche in Italia l’era di internet mobile: per chi lo comprerà e non potrà più farne a meno, ma anche per chi sceglierà un cellulare di altri produttori, da Nokia a Samsung, da Sony Ericsson a Htc. I loro terminali più avanzati già oggi cominciano a riprendere caratteristiche e tecnologie introdotta da Apple, come lo schermo sensibile al tocco o il sensore che permette di cambiare l’orientamento delle pagine a seconda della posizione del telefono. Anzi, spesso fanno di meglio in singoli campi, ma senza in realtà mai arrivare al mix di prestazioni e facilità d’uso dello smartphone di Cupertino. Facile, perciò prevedere che Steve Jobs vincerà la sua sfida e arriverà al traguardo dei 10 milioni di apparecchi entro il 2008, specie considerando i 6 milioni della prima generazione già venduti (ma solo in Usa, Germania, Francia e Regno unito) e il piano di dominazione mondiale che prevede di estendere la diffusione dell’iPhone a 70 Paesi prima della fine dell’anno.  

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