IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

lunedì 18 luglio 2016

COME RISOLVERE I DISASTRI DELLE BANCHE

Tutte le ipotesi (con pro e contro) per risolvere le sofferenze delle banche italiane

La Commissione Ue in difficoltà, Vestager punta i piedi sui bond subordinati
ANSA
Una delle sedi del Monte dei Paschi di Siena

LA STAMPA 18/07/2016
ROMA
Sui tavoli della direzione generale del Tesoro stanno arrivando proposte d’ogni tipo. Centri studi, banche d’affari, fondi di investimento, tutti alla ricerca creativa di soluzioni su come risolvere le sofferenze delle banche italiane. In questo momento è la partita più ghiotta per gli architetti della finanza europea. Fra i più attivi c’è JpMorgan, la quale potrebbe acquistare parte dei crediti deteriorati del Monte dei Paschi di Siena. Il prezzo a cui verranno venduti sarà il benchmark per quelli futuri: al Tesoro vogliono evitare l’errore fatto con Etruria e le altre tre banche fallite, i cui crediti furono svalutati troppo, fino al punto da spingere verso il basso le valutazioni dei crediti di tutte le altre.  

Per chiudere l’operazione Mps è fondamentale l’accordo con l’Europa, sia sul prezzo al quale cedere le sofferenze (per via della presenza di Cdp in Atlante due), sia sulle condizioni alle quali il governo potrà sottoscrivere l’aumento di capitale del Monte dopo l’annuncio della cessione di un terzo delle sofferenze. L’Italia vuole dall’Europa il sì a due deroghe, entrambe scritte in due norme: la prima permette l’aumento di capitale precauzionale per evitare il peggio dopo l’uscita degli stress test del 29 luglio, la seconda eviterebbe - in nome della «stabilità sistemica» - di evitare il taglio al valore delle obbligazioni subordinate. La prima il governo l’ha ottenuta, la seconda no. Sviscerati gli aspetti tecnici, da venerdì la partita è tutta politica: se ne occupa Padoan in persona. Il ministro sta trattando con il commissario alla Concorrenza Vestager e il collega tedesco Schaeuble.  

Dopo la Brexit l’aria dentro la Commissione si è fatta più pesante. Il ruolo politico del presidente Juncker si è indebolito a vantaggio delle strutture burocratiche: i ben informati raccontano che l’ostacolo più grosso al compromesso è stato finora il direttore generale per gli aiuti di Stato, l’olandese Gert Koopman. Se Mps si libera di dieci miliardi netti di sofferenze avrà bisogno circa di tre miliardi di euro: quella è la cifra che il Tesoro è pronto a sottoscrivere. Il numero uno del Monte Fabrizio Viola è convinto che la banca possa farcela con le sue gambe, ma le condizioni dei mercati scossi dai molti fuochi di crisi non inducono all’ottimismo. In ogni caso il governo interverrebbe in seconda battuta: per sottoscrivere l’aumento sarà in quel caso costretto a varare anche un decreto legge da convertire in tempi rapidissimi. Fra Camera e Senato si è già sparso il terrore di dover lavorare fino ad agosto inoltrato.  


LE IPOTESI ALLO STUDIO  

AUMENTO SUL MERCATO : l’opzione piace a Mps, lo Stato non interviene  
L’opzione preferita da Mps. Vendere in blocco 26,9 miliardi di sofferenze e coprire la carenza di capitale (il Cet1 scenderebbe intorno al 9%) con un aumento sul mercato. Per garantire il consorzio di collocamento sarebbero già state contattate alcune grandi banche internazionali. 
PERCHÉ SÌ?  
Elimina una volta per tutte il problema Mps, che uscirebbe dall’operazione senza sofferenze e ben capitalizzato. Non serve intervento dello Stato nel capitale, dunque nessuna tosatura di obbligazionisti subordinati.  
PERCHÉ NO?  
Elimina l’incognita più grande (Mps) ma non il problema nel suo complesso (le sofferenze delle altre banche). Atlante non ha le risorse adesso per comprare da solo tutte le sofferenze di Mps e Atlante 2 non può utilizzare quanto raccoglierà per un solo istituto. 


SOLO IL FONDO ATLANTE: strada più semplice senza ricapitalizzare  
E’ la strada più semplice. Il fondo compra dal Monte dei Paschi di Siena almeno 10 miliardi di sofferenze lorde sui 26,9 miliardi totali della banca senese, mentre la parte restante viene conferita alla nuova piattaforma per le sofferenze gestita da un operatore specializzato. 
PERCHÉ SÌ?  
Atlante può realizzare questo intervento con le risorse che ha già (1,7 miliardi), coprendo la parte restante con la garanzia pubblica sulla cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs). Mps eviterebbe l’aumento di capitale perché il capitale in eccesso (Cet1 all’11,7%) sarebbe sufficiente ad assorbire le perdite senza scendere sotto al livello minimo di capitale richiesto dalla Bce (Cet1 al 10,2%) 
PERCHÉ NO?  
Non risolve una volta per tutte i problemi dell’istituto né tantomeno quelli del sistema bancario italiano. In caso di perdurante instabilità dei mercati Mps resterebbe con una mole consistente di crediti dubbi e con un livello di capitale a quel punto vicino al minimo richiesto dalla Bce. 


SOLUZIONE DI SISTEMA : il piano di Jp Morgan per le sofferenze  
Un piano per assorbire sofferenze bancarie fino a 50 miliardi di euro, con circa 10 miliardi di denaro pubblico. E’ il piano elaborato dalla banca d’affari internazionale Jp Morgan, che ha l’obiettivo di tagliare drasticamente le sofferenze delle banche italiane nel loro complesso, pari a oltre 300 miliardi. Il piano andrebbe in parallelo con la nascita di Atlante 2 e l’intervento sul Monte dei Paschi di Siena. Proprio l’acquisto delle sofferenze di Montepaschi potrebbe stabilire il nuovo riferimento di prezzo per il mercato, alzando l’asticella dall’attuale 20% del nominale fino ad un livello di circa il 30% o superiore. Un livello più elevato comporta minori svalutazioni sui bilanci delle banche e quindi una minore necessità di aumenti di capitale.  
PERCHÉ SÌ?  
Eliminerebbe la grande incognita del sistema bancario italiano con una grande operazione che porterebbe stabilità e farebbe ripartire un circuito virtuoso del credito.  
PERCHÉ NO?  
L’Europa ha già respinto l’ipotesi di una “bad bank” italiana con il denaro pubblico, concedendo solo il sistema di garanzie pubbliche sulla tranche di qualità più elevata (le cosiddette «Gacs»). Va poi anche detto che, per il governo guidato dal premier Matteo Renzi, sarebbe anche un problema giustificare un esborso così elevato di risorse pubbliche a favore del sistema bancario. 

Nessun commento:

Posta un commento